Il Ritorno o la Fine della Grande Russia?

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L’azione russa in Crimea è ormai sotto gli occhi di tutti. Quello che è apparso a molti un ‘capriccio’ di uno Zar vecchio stampo, più che una vera e propria esigenza politica o militare, è destinato a sortire effetti ben più gravi rispetto a quelli che sono stati riportati sui quotidiani o dai telegiornali. La Russia, meritatamente destinataria delle sanzioni previste dagli organismi competenti dell’UE e, con un piede fuori dal G8, sembra sempre più sola e condannata a periodi duri e difficili qualora non manifestasse una repentina e drastica inversione di tendenza.

Gravissimi sono gli effetti sulla vita economico finanziaria e sull’area produttiva. La Russia, ormai sempre più sentita e proclamata come “grande madre Russia” si presenta come una mega-nazione, quasi un piccolo continente, economicamente disomogenea e con ricchezza e produttività mal distribuite, probabilmente anche a causa delle caratteristiche del territorio. Diverse, anche se non rumorose, sono state le rezioni poste di società che investono all’interno del terriorio russo e che costituiscono pilastri portanti dell’economia russa stessa.