2014: I Fatti “Global” dell’Anno

Isis

 

Il 2015 è alle porte, carico di promesse da mantenere, di problematiche da risolvere e di crisi che una soluzione proprio non sembrano poterla avere. L’anno che si sta concludendo è stato infatti un anno difficile a livello globale, un anno di sfide che hanno messo seriamente in discussione la stabilità del sistema internazionale. L’avanzata dell’ISIS, l’emergenza Ebola, la crisi Ucraina e il più recente crollo del prezzo del greggio hanno reso il 2014 un anno cruciale per le sorti della nostra società. Il 2014, è stato però anche un anno ricco di novità e nuove sfide: dal referendum sull’indipendenza scozzese ai Mondiali, passando per le rivolte di Hong Kong.

Noi di Smartweek ve lo abbiamo raccontato con il nostro consueto stile, cercando di essere Smart senza mai accontentarci del solito punto di vista. Nel caso vi foste persi gli spunti migliori, o conosciate Smartweek solo da poco ecco selezionati per voi 12 articoli Global, uno per ogni mese, che riassumono l’anno ormai concluso.

Gennaio. Emanuela Banfi, ex Lehman Brothers: “Investire sui giovani non basta”

Secondo un rapporto targato McKinsey i datori di lavoro faticano sempre di più a trovare del personale qualificato, colpa del sistema scolastico che non forma più i giovani al mondo del lavoro o è colpa delle aziende che richiedono troppo alle nuove leve? È sufficiente scommettere sui giovani per uscire dalla crisi? Ce ne ha parlato Emanuele Banfi, ex dirigente di Lehman Brothers e Société Générale.

Febbraio. Sport made in Usa: Un modello vincente

Lo sport professionistico in Italia è ormai in una profonda crisi sistemica, incapace di generare profitti e sempre meno in grado di competere con gli altri paesi. Anche nel resto d’Europa non se la passano di certo molto meglio, e se non fosse per i milioni proveniente da sceicchi e magnati russi la situazione sarebbe ancora più tetra. Un modello alternativo però esiste: lo sport entertainment made in USA

Marzo.  Possiamo vincere senza il gas russo?

Nel Marzo 2014 il precipitare degli eventi in Ucraina e Crimea sembrava mettere in pericolo 40 mila kilometri di gas dotti, che rifornivano l’Europa per il 30% del suo fabbisogno. C’è il rischio di una nuova autarchia energetica o possiamo vivere senza il Gas russo? Per una volta la storia ci ha dato ragione…