2016, Tutte Le Strade Dello Street Food

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Carlo Cracco, addio. Esattamente come accade già da qualche tempo nella moda, dove lo street style conta ormai ben più dell’haute couture, anche per il cibo la tendenza è inarrestabile: l’alta cucina abbandona i ristoranti, scende per strada e diventa cool. La street food mania conta adepti in tutto il mondo, da New York, con l’affollatissima Hester Street Fair (aperta ogni sabato da aprile a ottobre), a Hong Kong, patria dell’eggette farcita (il nome è dovuto alle cavità che la fanno somigliare a un contenitore di uova) passando per Milano e il suo Mercato Metropolitano, dove si mangia tutto il meglio della cucina italiana da Nord a Sud.

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Mentre i furgoncini ambulanti di prelibatezze battono i centri cittadini, prestandosi ad essere consacrati dal selfie di rito col cliente, e noi aspettiamo l’uscita di “Food truck all’italiana”, la nuova guida al miglior cibo di strada italiano scritta da Stefano R. Marras che arriverà in primavera, vediamo quali direzioni del gusto imboccherà lo street food targato 2016. Le parole chiave dell’anno saranno due: local e bio.

Da un lato, dunque, la tradizione: prodotti tipici regionali, specialità locali, magari rivisitate in chiave identitaria, perché la globalizzazione sia sempre più un gioco di culture. Dall’altro, la natura: direttamente dalle mani del contadino, il cibo di strada riscopre la genuinità e strizza l’occhio al mondo vegan, sempre più agguerrito e popoloso.

Esotico è un altro aggettivo che piace molto ai cosiddetti foodies (i fanatici della sperimentazione culinaria): dal burrito messicano, alle pannocchie indiane, ai falafel mediorientali, il kebab sarà costretto a rinnovarsi per reggere una concorrenza sempre più spietata. D’altra parte, se l’etnico mantiene intatto il suo fascino, altrettanto attraenti risultano le varianti gourmet del cibo da strada, che vedono la discesa in campo di chef stellati pronti a cimentarsi con quello che un tempo era un banale hamburger e oggi è un’esperienza per palati raffinati: Massimo Bottura, genio creativo dell’Osteria Francescana di Modena (tre stelle Michelin), ne ha preparato uno col cotechino per la catena americana Shake shack, esaurito seduta stante.

In questo turbine di proposte contrastanti, resta solo una certezza: l’inossidabile gelato. Per tutti i gusti e per tutte le tasche, nasce in Italia e riscuote uno straordinario successo nel mondo. Negli ultimi 5 anni il suo consumo a livello globale è cresciuto del 21%, un toccasana per l’export nazionale, benché il mercato interno non se la passi certo male, viste le 170 mila tonnellate di gelato artigianale consumate in Italia nel 2015. Tormentone estivo per eccellenza, il nuovo trend è il gelato d’inverno, solo per intenditori.

Nei prossimi mesi, ci scommettiamo, altre tentazioni saranno letteralmente dietro l’angolo. Del resto, le strade dello street food sono infinite. Perdersi sarà il vero divertimento.