Le 7 Ragioni Per Guardare al Futuro con Ottimismo

Future

Di ragioni per vivere in un costante stato di preoccupazione ce ne sono a bizzeffe, basta aprire un quotidiano, accendere la Tv, parlare con la gente. Il motivo è evidente: non c’è solo la crisi nel nostro presente a condizionare le scelte che facciamo. Quello che non siamo in grado di determinare e programmare per l’avvenire, inevitabilmente, ci spaventa. Si tratta di una reazione del tutto naturale all’incertezza, a qualcosa che potrebbe rivelarsi tanto una bella sorpresa quanto un incubo senza fine. La cronaca (e i media che la amplificano e diffondono) sono ricche di episodi simbolici nella loro complessità. Al punto da farci dubitare di poter affrontare un certo tipo di esperienze. Solamente al termine di un ciclo, però, possiamo essere in grado di fare un bilancio serio dei risultati ottenuti. Non ce ne accorgiamo nemmeno ma è quello che succede nella società al concludersi di ogni anno. Che anno è stato? Cosa abbiamo prodotto? Come sta andando la nostra vita? Cosa ci prospetta l’anno a venire? No. Non esiste una risposta giusta, una che sia univoca e una che sia uguale per tutti. Quello che possiamo fare è basarci su trend, andamenti, tendenze e tramite queste farci un’impressione più o meno precisa. E’ quello che andremo a fare ora. Lasciando indietro negatività, pessimismo e dubbi di vario genere. Perché di motivi per sorridere, pensando al domani, ce ne sono diversi.

Sempre meno persone soffrono la fame

GHI_2014_regional_comparison(IFPRI – Global Hunger Index)

L’indice GHI misura i progressi e i fallimenti nella lotta contro la fame. Viene aggiornato annualmente. I dati su cui viene calcolato sono prodotti e trasmessi da organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite e la FAO. L’esito del 2014 vede un calo del 39% rispetto al risultato ottenuto nel 1990, pur restando paesi, anche di recente industrializzazione, fortemente colpiti da problemi di scarsa nutrizione.

Il lavoro minorile continua a declinare

child-labour-ps(ILO – Child Labour)

I dati confermano che oggi le compagnie che impiegano nei loro processi produttivi personale minorenne sono decisamente fuori dall’ordinario. Il numero di minori al lavoro è calato di un terzo dal 2000, vale a dire da 246 a 168 milioni di unità. Il lavoro minorile femminile è diminuito del 40% rispetto al 25% di quello maschile. L’agricoltura è ancora il settore dove si riscontrano questi fenomeni maggiormente.

L’aspettativa di vita continua ad aumentare

620px-Figure_3_life_expectancy_at_birth(United Nations Population Division – World Population prospects: the 2004 revision)

Il trend sull’aspettativa di vita risulta pressoché in continua ascesa a partire dalla Rivoluzione Industriale. In quel periodo il numero dei nuovi nati superò e prese il largo su quello dei defunti. L’ISTAT fornisce periodicamente dati sul numero di anni che restano da vivere con riferimento alla popolazione italiana: l’incremento dovrebbe essere pari a 4 mesi ogni triennio tra il 2016 e il 2030, 3 mesi ogni triennio tra il 2013 e il 2050. Nel 2049 l’aumento complessivo dovrebbe essere pari a 3 anni e 8 mesi.

I sistemi democratici si diffondono nel mondo

p4sum2013s(Center for Systemic Peace)

A giudicare dai trend in crescita, le democrazie sembrano essere i sistemi di governo più adatti ad affrontare le sfide poste in gioco da un mondo sempre più globalizzato. Le relazioni internazionali insegnano che difficilmente una democrazia avrà interesse a muovere guerra verso un’altra democrazia, in cui libere elezioni, rappresentanza e istituzioni sono forti e consolidate.

Ci sono sempre meno armi nucleari intorno a noi

Nuclear_01082013Pare inarrestabile il trend discendente sul numero di strumenti bellici nucleari a disposizione degli stati. Dagli anni della guerra fredda, gli stati hanno tagliato dell’80% queste armi micidiali. Fino a quando esisteranno governi e leader dotati di consapevolezza storica e preoccupazione per la propria gente, il declino del nucleare a scopo militare continuerà inarrestabile. Portando a scomparire anche la relativa minaccia.

Il tasso di alfabetizzazione aumenta globalmente tra gli adulti

Analfabetismo2013unesco(UN – Human Development Report 2011)

Anche il livello di alfabetizzazione è constante crescita. Se nel 1990 esso si assestava intorno al 76%, nel 2012 il dato è vicino all’85% tra gli adulti. Nell’immagine sovrastante, è possibile individuare le aree in cui il fenomeno è ancora diffuso, pur se comunque in calo.

Il mondo è sempre più connesso in rete

2000px-Internet_users_per_100_inhabitants_ITU.svg(ITU – % of people using the internet)

In tutte le fasce di popolazione, aumenta gradualmente il numero di utenti connessi che fanno regolarmente uso di internet. In un mondo sempre più unito grazie al Web, dove le informazioni e l’istruzione assumono forma digitale, è un segnale importante per il benessere e la vita di tutti.