Vision SoftBank, il più Grande Fondo Mai Creato Dedicato allo Sviluppo Tecnologico

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L’Arabia Saudita e l’azienda giapponese Softbank hanno da poco annunciato la creazione di un fondo di investimenti dedicato allo sviluppo tecnologico che potrebbe raggiungere i 100 miliardi di dollari. Se i finanziamenti raggiungessero l’enorme cifra annunciata, questo costituirebbe il più grande fondo privato mai creato al mondo. L’enorme capitale sarebbe gestito da una filiale di SoftBank in Gran Bretagna.

Questa mossa prende parte ad altre iniziative imprenditoriali decise da Mohammed bin Salman per rilanciare l’Arabia Saudita: l’economia del paese, fortemente intaccata dai ribassi del prezzo del petrolio, cerca soluzione in settori esterni al mercato dei carburanti, investendo grandi capitali all’estero.

Masayoshi Son, fondatore e presidente di SoftBank, cerca espansione in nuovi settori. SoftBank, inizialmente solo una start-up dal valore di 50.000 dollari, registra oggi un capitale pari a 68 milioni di dollari, confermandosi come una delle più grande aziende dedicate a media e telecomunicazioni.

Il Fondo Pubblico di Investimenti (PIF), così si chiama il fondo stanziato dal sovrano dell’Arabia Saudita, programma di investire 45 miliardi di dollari in cinque anni mentre SoftBank, come annunciato in una recente dichiarazione, prevede di investire almeno 25 miliardi di dollari. Ci sarebbero anche altri grandi investitori, non ancora noti perché la loro partecipazione al fondo è in trattativa, che potrebbero portare il capitale al raggiungimento della cifra annunciata pari a 100 miliardi di dollari.

ha detto il presidente di SoftBank Masayoshi Son.

Il principe dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman, promotore della riforma economica del paese, ha illustrato il piano di investimenti previsto per quest’anno. Mohammed vuole accrescere il capitale del PIF, fondato nel 1971 per finanziare progetti di sviluppo interni all’Arabia Saudita e fino a quest’anno poco conosciuto all’estero, da 160.000.000.000 dollari a circa 2 trilioni di dollari, rendendolo il più grande fondo mai posseduto da un paese.
Già lo scorso giugno, infatti, l’Arabia Saudita aveva annunciato l’acquisto di una quota di Uber, dal valore 3,5 miliardi di dollari. Questo investimento ha permesso allo stato dell’Asia Occidentale di “farsi un nome” all’interno del settore tecnologico. Ma l’accordo era stato pensato per portare guadagni anche a Riyadh: le donne saudite, non potendo guidare, preferiscono utilizzare Uber e molti sono stati i nuovi posti di lavoro per i sauditi.

Il portfolio di SoftBank comprende molte e diverse aziende, dalla statunitense Sprint ad Alibaba, grande sito di e-commerce cinese.
L’acquisto della società britannica ARM lo scorso luglio, costato a Softbank 32 milioni di dollari, ha permesso all’azienda di imporsi nel settore di produzione di chip, entrando a far parte del settore dedicato “alle cose per Internet” (cavi, dispositivi e sensori che permettono la connessione).
Son aveva già annunciato in una dichiarazione ad inizio 2016 di voler “costruire SoftBank 2.0“,  lavorando su idee non convenzionali.