A Cambridge i Medici Curano anche con l’Hip Hop

Entrambi hanno formulato la cosiddetta Hip Hop Psych, che verrà presentata al Festival of Ideas della stessa università. A riguardo, il professor Inkster ha dichiarato: “Io sono cresciuto negli anni ‘90 quando l’hip hop era nel pieno della sua gloria e in esso c’è molto di più rispetto a quello che la gente pensa. Noi vogliamo lavorare con i rappers e con gruppi di medici per far evincere la vera natura e il potenziale sincero di questo genere musicale che bisogna considerare come un grande beneficio, capace di curare anche i casi più disperati”.

Inoltre, i due propongono che il rap venga insegnato agli studenti di medicina che si occupano di malattie psichiatriche, e allo stesso tempo ai pazienti che devono attenersi a delle procedure dettagliate: scrivere un testo immaginando la loro condizione in un futuro prossimo, in modo tale da far sviluppare la personalità e l’individualità di ognuno. “Non tutti sanno che molti artisti pop e rap provengono da realtà difficili, alcuni hanno subìto abusi in famiglia e i loro testi diventano uno sfogo, luogo in cui riversare queste esperienze negative e frustrazioni.”