Addio Antartide, il Guaio Ormai è Fatto

Si tratta di mettersi d’accordo sulle stime, ora come ora. Scienziati di fama internazionale parlano di un innalzamento dei mari di 4 feet (poco più di un metro), altri addirittura prospettano una crescita di 10 feet (circa tre metri e mezzo). A fugare eventuali dubbi, il comitato intergovernativo delle Nazioni Unite stima che entro il 2100 il livello del mare circostante crescerà in un range tra 1 foot e 3 feet (da 26 a 98 centimetri). Ironia della sorte, bisogna pure essere contenti. Se l’irreversibilità riguardasse l’intera Antartide l’eventuale innalzamento marino potrebbe essere pari a circa 5 metri. Per fare più chiarezza, comunque, la Nasa ha mobilitato mezzi aerei e spaziali, tra cui diversi satelliti, adattandoli a monitorare ulteriormente l’area. Ad inorridire ulteriormente uno scenario già decisamente catastrofico sono le proiezioni dell’European Space Agency, che tramite uno studio ha accertato una velocità nella liquefazione glaciale raddoppiata a partire dal 2010.

Ora l’Antartide perde 160 miliardi di tonnellate di ghiaccio ogni anno. Ciò che sta avvenendo nella zona è riassumibile con un surriscaldamento dell’aria, che provoca fenomeni ventosi più intensi. Di per sé questo è insufficiente a spiegare l’accaduto. Ma sono proprio quei venti a spingere l’acqua a temperatura più elevata fino alle superfici prossime, cioè quelle di ghiaccio. Ecco perché il tessuto di superficie si va assottigliando e quindi sciogliendo. Acque inevitabilmente più calde erodono porzioni glaciali. Un’anomalia, perché finora la maggior parte dei fenomeni di innalzamento marino erano dovuti al proliferare in estensione di acque surriscaldate, difficilmente da ghiaccio in scioglimento.