L’Esperienza in Aiesec Raccontata da Uno dei Suoi Protagonisti

Come funziona il vostro lavoro?

Il nostro lavoro si sviluppa in team. Ogni progetto è seguito da un team di ragazzi che hanno l’occasione di mettere in pratica concetti che all’università vengono solo insegnati, ma che nella nostra organizzazione possono toccare con mano, sviluppando diverse capacità. Ci occupiamo principalmente di creare progetti ad impatto sociale sul territorio tramite collaborazioni con scuole, enti no profit e aziende. Le stesse possibilità vengono date ai giovani italiano che partono per un’esperienza all’estero.

Con quali Paesi collaborate?

Dall’Italia preferiamo concentrarci su pochi Paesi, 12-20 al massimo, per garantire un’alta qualità degli scambi che forniamo. Principalmente: Sud America, Nord Africa, Europa e Asia.

Come valutate la sicurezza dei Paesi in cui sono attivi degli scambi?

Prima di tutto ci confrontiamo con le sedi locali del Paese a rischio in modo da assicurarci che non ci sia particolare pericolo. Durante la Primavera Araba per esempio avevamo dei ragazzi in Egitto che stavano svolgendo il loro periodo di scambio, tuttavia non ci sono mai stati problemi. C’è sempre molta attenzione da parte delle sedi locali che ospitano i ragazzi. Ci occupiamo infatti anche di trovare l’alloggio per i partecipanti e accoglierli all’aeroporto in modo che siano ben seguiti e accompagnati.

Per i giovani laureati? Vi sono opportunità più legate al mondo del lavoro?

Ai neo laureati offriamo varie esperienze professionalizzanti per un periodo che può andare dai tre ai dodici mesi. Recentemente abbiamo avviato una significativa partnership con la Colombia, grazie alla quale abbiamo fatto partire 7 persona solo da Bologna legate all’insegnamento della lingua inglese nelle scuole. Ci sono poi altre esperienze nell’ambito marketing, business administration: human resources e ambiti finanziari.