Alcool, Fumo, Velo, Digiuno, Fede e Barba: Ecco le 5 Mosse con cui la Cina Vuole Indebolire l’Islam

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Che i recenti fatti di cronaca avessero trasformato l’estremismo islamico nel nemico pubblico numero uno era chiaro ormai da qualche tempo. Quello che nessuno si sarebbe mai aspettato, invece, è che a schierarsi in prima linea contro la minaccia jihadista fosse la Cina. Sì, perché, a quanto pare, la minaccia dello Stato Islamico, partita in Siria e Iraq e diffusasi in pochi mesi in tutte le aree ad alta densità musulmana, tiene in apprensione non solo il Medio Oriente, ma l’intero Oriente.

A dimostrarlo sono alcune recenti novità legislative messe in atto dalle autorità cinesi, che nella regione dello Xinijang, abitata dalla minoranza musulmana degli Uiguri, hanno deciso di intraprendere una vera e propria battaglia per allontanare il pericolo dell’Islam. I provvedimenti principali, che rientrano in una serie d’iniziative che il governo locale ha deciso di intraprendere per prevenire un’ondata jihadista nella regione, sono cinque:

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1. Secondo quanto raccontato a Radio Free Asia da Adil Sulayman, funzionario del Partito Comunista del villaggio di Aktash, nel sud dello Xianijang, il governo avrebbe stabilito che tutti i titolari di supermercati e ristoranti fossero obbligati a vendere almeno cinque marchi differenti di bevande alcoliche e sigarette, mettendo ben in vista sugli espositori i prodotti. Questo per sfidare a viso aperto la religione musulmana, da sempre impegnata nella lotta all’alcool e al fumo, prescritti come peccato dal Corano. Per chi non aderisce alle direttive delle autorità, le pene sono molto pesanti: si va dalla persecuzione legale, fino alla chiusura dell’attività.

2. Il divieto per le donne musulmane residenti nella regione di indossare il Niqab, il velo presente nella tradizione araba preislamica e in quella islamica che copre l’intero corpo della donna lasciando scoperti solo gli occhi.

3. I funzionari governativi e i bambini, nella regione dello Xinijang, hanno il divieto di frequentare le moschee.

4. Inoltre, sempre ai funzionari e ai bambini, sarà vietato osservare il digiuno rituale durante il Ramadan, che inizierà il prossimo 17 giugno.

5. Infine, sono stati redatti alcuni atti governativi volti a scoraggiare gli uomini a farsi crescere la barba.

“Vogliamo indebolire la religione e combattere l’estremismo religioso minando alle fondamenta l’influenza dell’Islam in Cina” ha detto Sulayman. Una battaglia senza precedenti, quella cinese, che mira a preservare la sicurezza del proprio territorio e dei propri cittadini, mirando dritto ai pilastri di una religione antica come l’Islam.