Alla Scoperta del Gruppo Segreto più Ricco di Facebook

Yacht

Detrattori dei gruppo su Facebook, sedetevi e mettetevi comodi perché la notizia che state per leggere vi farà gelare il sangue. C’è una community sul più famoso social network del mondo che, dopo essersi riunita in un gruppo segreto, ha creato un vero e proprio centro di potere economico.

Si chiama T.N.R. 250, l’acronimo di The Nouveau Riche 250, e, secondo quanto trapelato dalle pagine dell’edizione a stelle e strisce di Vanity Fair, racchiuderebbe circa 250 tra i primi dipendenti di Facebook, diventati ricchi con la popolarità acquisita dal social network. A scoprire questa loggia massonica 2.0 sarebbe stato il reporter americano Nick Bilton, che da anni collabora con la rivista.

Secondo quanto riportato, i membri del gruppo avrebbero creato un vero e proprio circolo esclusivo, in grado di far tremare i big della Silicon Valley. I temi più trattati? Sicuramente non politica internazionale e mercati finanziari, quanto piuttosto l’acquisto di yacht milionari, jet privati, capolavori del celebre street artist britannico Banksy e il mercato, vantaggioso o meno, legato all’acquisto di isole tropicali. Secondo quanto riportato da Bilton, anche la filantropia avrebbe un ruolo abbastanza centrale nelle chat.

Una ricchezza, quella accumulata dal nucleo fondante di Facebook, che è stata testimoniata anche dal Business Insider, grazie al video che ha rivelato i retroscena economici della vita “sregolata” di Sean Parker, imprenditore e informatico americano 36enne che prese parte al team di sviluppo del social network.

Una notizia che fa eco all’intervista riportata qualche settimana fa dal New York Times a un dirigente anonimo di Facebook: “Se qualcuno compra una macchina di lusso e posta una foto sui social network, il più delle volte viene riempito di insulti e criticato”.

Parole che potrebbero fungere da giustificazione alla segretezza del gruppo, ma che più che mai ribadiscono l’eccessivo consumismo di una società come la nostra, che col tempo è finita con l’accentrare metà della ricchezza mondiale nelle mani dell’1% della sua popolazione.