Amazon, Quando il Gigante non è Buono

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Basterebbero i numeri da capogiro per spiegare il successo di Amazon. Un’azienda divenuta negli anni leader dell’e-commerce mondiale, complice una crescita costante sia finanziaria che infrastrutturale. 25 centri di smistamento solamente in Europa, e un titolo azionario capace apprezzarsi fino ad oltre 380$ ad azione, registrando un salto positivo del 40% negli ultimi 5 anni. Ciò nonostante, nel corso del 2012 l’utile netto ha fatto registrato il segno meno per la società statunitense; un dato che non ha però allarmato gli investitori, pronti a puntare ancora sull’azienda e sulle rosee prospettive di crescita del volume d’affari.

D’altronde il dato che ha visto gli utili passare da + $631 milioni nel corso del 2011 ai – $39 del 2012 da solo ci dice ben poco. Assume invece tutt’altro valore se paragonato con gli investimenti fatti dall’azienda, cresciuti di quasi mezzo miliardo nel corso dello stesso periodo. Investimenti che hanno riguardato soprattutto i centri di gestione e recapito ordini. Segno evidente di come il retail e l’efficenza del recapito rapido siano obiettivi primari per Amazon, in particolare per quanto concerne la vendita di libri online. In questo settore il colosso statunitense detiene una quota pari al 70% del mercato della vendita in rete, che a sua volta rappresenta il 20% delle vendite totali. Una quota in rapida espansione, che ha reso concreto il rischio di vedere a breve estinguersi il sottobosco di piccole librerie al dettaglio, la cui sopravvivenza è già da tempo inficiata dalle grande catene di distribuzione, veri e propri megastore del libro.