Anziani e Risparmiatori: i Figli con cui la Cina Deve Fare i “Conti”

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Articolo apparso su Spazio Economia l’8 settembre 2015

Oltre trent’anni di pianificazione familiare hanno lasciato la popolazione più “vecchia” del mondo. Uno spettro sul sistema produttivo, ma anche sui consumi, perché i costi di una sanità da riformare incoraggiano le famiglie a non spendere.

E’ in corso un dibattito tra gli economisti sulla reale consistenza di una crisi cinese. Che di tale si tratti, o piuttosto della naturale fine di un periodo di crescita drogata (l’insostenibile iperinvestimento nel settore delle costruzioni fa pensare più alla seconda)  l’Occidente potrebbe doversi abituare alla nuova convivenza con una Cina che cresce al 3-4%. L’emotività internazionale che accompagnava investimenti ed entusiastiche acclamazioni del boom cinese è bene riassunta su China File da David Schlesinger, ex presidente di Reuters China: “Chi in futuro coglierà ciò che la Cina ha da offrire saranno i realisti, non i sognatori. E questa, malgrado sia una transizione dolorosa, sarà certamente una buona cosa”. Dunque, come ci ha ricordato Francesco Sisci, si cresce meno ma meglio.

Tuttavia, mentre lo scoppio della bolla sui mercati finanziari ha relativamente poche conseguenze sull’economia reale, altri dati continuano a minare la fiducia nella solidità della seconda economia mondiale. Ne citiamo tre: contrazione dell’export attorno all’8% in luglio, indice manifatturiero cinese (il China Manufacturing Purchasing Managers della rivista Caixin) al 47,1, il minimo da due anni, immobiliare con il 23% di invenduto. Vacillano i pilastri tradizionali della crescita. In questa tempesta, il governo vorrebbe che i consumi interni fossero il motore del New Normal, la nuova era dell’economia cinese; lo vogliono i Paesi occidentali, bisognosi di un bacino che accolga le loro esportazioni; lo vuole il buon senso, affinché si raggiunga un’economia matura, meno energivora e più sostenibile. Ma ci sono degli ostacoli, ad esempio la straordinaria attitudine al risparmio delle famiglie cinesi, al 47,8%.

Perché i cinesi, che tanto hanno imparato ad amare lo shopping, tengono stretto il portafoglio? Un problema fondamentale sta nel fatto che circa il 55% del reddito mensile è impiegato per la spesa previdenziale e sanitaria (dato 2013). Problema che acquista proporzioni allarmanti se si guarda al trend demografico di un Paese dove la popolazione invecchia senza crescere, e spenderà sempre di più in cure mediche.