Anziani e Risparmiatori: i Figli con cui la Cina Deve Fare i “Conti”

Nel 2012, con più di 120 milioni di over 65, la Cina ha ottenuto il primato per la più grande popolazione di anziani al mondo. E il futuro non appare roseo: un rapporto ONU stima che il Paese avrà circa 440 milioni di anziani entro il 2050. Intanto, la popolazione in età da lavoro (15-59) è diminuita di 3,71 milioni rispetto al 2014 e si avvia verso un calo a lungo termine. Questi dati hanno due conseguenze su cui riflettere: primo, un pericoloso calo della forza-lavoro che pesa sul sistema produttivo cinese; secondo, la gestione socio-sanitaria di una tale massa di pensionati.

età lavoro cina

Vediamo prima le cause. Nel 1979 il governo ha introdotto la Politica del Figlio Unico come strumento di controllo demografico attraverso la pianificazione familiare. Una legge, promulgata da Deng Xiaoping a pochi anni dalla morte di Mao,  vietava alle donne di avere più di un figlio. In concreto, le famiglie dovrebbero pagare laute tasse per ogni figlio extra, per bilanciare i costi aggiuntivi in istruzione, cibo, sanità ecc. che gravano sullo Stato comunista (sotto Mao lo Stato provvedeva a tutti questi bisogni). Alla legge (normativa ufficiale dal 2001) sono state aggiunte diverse deroghe nel corso degli anni: politiche preferenziali per le minoranze etniche, due figli per i residenti in campagna se il primogenito è femmina, peculiarità regionali.  L’applicazione della normativa non è priva di risvolti drammatici, che si leggono nelle belle pagine del premio Nobel Mo Yan e che perdurano ancora oggi: culturalmente, le famiglie rurali considerano fondamentale avere molti figli; la resistenza al divieto ha causato e causa aborti forzati, tirannia dei funzionari locali, figli “invisibili” e infanticidi, soprattutto di bambine, dato che queste non costituiscono una risorsa produttiva. Questo spiega anche lo squilibrio di genere, come analizzato nel 2010 da una clamorosa inchiesta dell’Economist su questo “gendercide”, l’omicidio di genere. E così nel 2020 la popolazione maschile supererà quella femminile di ben 30 milioni di unità, alimentando  non poche problematiche sociali (è il caso del mercato matrimoniale).