Apple, Oggi Il Gigante Tecnologico Equivale Finanziariamente ad Un Paese

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La Apple di Tim Cook supera ogni record. Settimana scorsa, la società tecnologica ha totalizzato il più alto trimestre in termini di utile netto mai conseguito nella storia di una società pubblica, confermando così il proprio status come l’azienda quotata in borsa di maggior valore al mondo.

Un risultato impressionante, che ha indotto recentemente molte delle testate internazionali ad offrire paragoni, perlopiù in maniera avventata, tra le statistiche fatte registrare dalla Mela con quelle delle principali economie mondiali. Così il Mail riportava lo scorso 27 Gennaio: “Il gigante tecnologico statunitense ha realizzato un fatturato record di $74,6 miliardi per i tre mesi fino al 31 Dicembre, superando il PIL trimestrale di Israele, Grecia e Danimarca”. Similmente, il britannico The Indipendent ipotizzava che se Apple confermasse questo trend anche nei prossimi trimestri, chiuderebbe l’anno commerciale con un fatturato totale di almeno $298,4 miliardi, una cifra paragonabile all’intero PIL di Hong Kong. Mentre il Telegraph il 28 Gennaio ricordava che i $18 miliardi di profitti ricavati da Apple sono maggiori dell’ultimo PIL trimestrale della Grecia, pari a quello dello Yemen, e quasi quello della Danimarca. Confronti interessanti quelli tra queste cifre, che tuttavia risultano un po’ come l’accostamento tra mele e pere – appunto.

Perché se, da una parte, il miglior modo di misurare le dimensioni di un’economia rimane osservare il valore monetario totale dei beni e servizi prodotti un Paese – il PIL -, dall’altra, una misura equivalente per un’impresa non può in alcun modo essere costituita dai ricavi totali dell’azienda – essendo questi flussi monetari compensati dalle uscite verso i fornitori. Come ha fatto recentemente notare Matthew C Klein del Financial Times, sarebbe come “guardare al PIL di una società senza sottrarre le importazioni che rappresentano la produzione estera. E’ contare due volte”.