In Arrivo il PIL dell’Eurozona

europa-hermajesty

In linea con le attese la BOE ha tagliato i tassi e riaperto il programma del QE per rilanciare l’economia post-Brexit. In italia, negativa la performance del settore finanziario, nonotante le rassicurazioni del ministro Padoan. Il Giappone spinge sugli investimenti per rilanciare la crescita.

Quali sono stati i fatti salienti della settimana?

  • Banche centrali: la Banca d’Inghilterra ha tagliato i tassi per la prima volta dal 2009 e ha riaperto il programma di quantitative easing per la cifra di 60 miliardi di sterline, in risposta allo shock causato dalla Brexit. Come previsto, il costo del denaro è stato abbassato di un quarto di punto percentuale, toccando il nuovo minimo storico dello 0,25%. L’Inghilterra è stata preceduta dall’Australia, dove la banca centrale ha abbassato il tasso all’1,5%, in linea con le attese. La BCE nel suo Bollettino mensile ha confermato la volontà di intervenire qualora la fragile economia europea tardasse a ripartire.
  • Sistema bancario italiano: confermati e metabolizzati i risultati degli stress test, i titoli finanziari di Piazza Affari hanno registrato pesanti predite nel corso della settimana: per Unicredit, nonostante utili oltre le attese, aumentano le pressioni per un aumento di capitale. Intervenendo alla Camera, il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ha detto che le banche italiane non sono “in una situazione di crisi sistemica” né sono fonte di vulnerabilità per gli altri sistemi bancari. Gli stress test europei, ha aggiunto, confermano “la resilienza del sistema italiano”.
  • Il Giappone preme sugli investimenti: il Governo ha annunciato un piano da 4,6 trilioni di yen (45 miliardi di dollari) di investimenti extra per l’anno fiscale in corso. Il nuovo stimolo fa parte di un pacchetto pluriennale da 28 trilioni di yen preparato dal primo ministro Shinzo Abe per rilanciare l’economia.

Mercati

Azionario

Le piazze finanziarie europee rimangono poco mosse in una settimana caratterizzata dai molti appuntamenti macroeconomici. Piazza Affari accusa il peggiore calo dell’Eurozona, a causa dei timori sul fragile sistema bancario (soprattutto MPS e Unicredit a cui è stato richiesto un maxi aumento di capitale). Flessione importante in Giappone, dove le mosse annunciate dal Governo attraverso un nuovo pacchetto di aiuti hanno deluso le aspettative del mercato, che attendeva misure più drastiche nel voler riportare l’inflazione al target del 2%.

Azioni Italia: FTSE MIB; Azioni Europa: Stoxx Europe 600; Azioni USA: S&P500; Azioni Giappone: Topix; Azioni Emergenti: MSCI Emerging Market. Indici Settoriali: MSCI World relativo al settore [/accordion]

Obbligazionario

Mercato obbligazionario sostanzialmente poco mosso nell’ultima settimana: ritrova respiro l’obbligazionario emergente, a discapito del mercato corporate europeo e americano. Lo spread col Bund tedesco è diminuito nell’ultima settimana fino agli attuali 121 punti.

Obbl. Gov. Italia, USA e internazionali: Bloomberg EFFAS; Obbl. Gov. Paesi Emergenti: JPMorgan EMBI Plus; Obbl. Investment Grade zona euro e USA: Bloomberg Index

Valute & Commodities

Recupera terreno il dollaro nel confronti dello yen a seguito dell’annuncio degli interventi del Governo nipponico. Nel mentre, la decisione della BOE di tagliare il costo del denaro si riflette sul cambio col dollaro. Dopo la pesante flessione della settimana scorsa, riprende terreno il petrolio.

Agenda

Ecco i dati macroeconomici che saranno pubblicati nel corso della prossima settimana e la stima del consensus (fonte: Bloomberg).

Regno Unito – Settimana povera di dati macroeconomici nel Regno Unito, dove di rilevante martedì verrano resi noti i dati sulla produzione industriale (atteso: -0,1%), in risalita rispetto al precedente -0,5%. In calo, ma comunque positiva, è invece attesa la produzione manifatturiera (1,5% dal precedente 1,7%). Da segnalare, sempre nella giornata di lunedì, il saldo della bilancia commerciale.

Europa – In Europa l’attesa è per i dati sul PIL di venerdì: su base annuale nell’intera Eurozona è atteso stabile all’1,6%, mentre in Italia è prevista una crescita (su base quadrimestrale) dello 0,2%, in ribasso dal precedente 0,3%. Un’importante indicazione arriverà lunedì dall’indice sulla fiducia degli investirori, il Sentix, atteso in aumento a 3,6 punti, rispetto al precedente 1,7. Saranno resi noti inoltre i dati sulla produzione industriale dell’eurozona al mese di giugno, stimata dal consensus in crescita allo 0.9% dal precedente 0,5%. Dato che sarà diffuso anche per singolo Paese, insieme alle indicazioni sull’inflazione, dove la sola Italia si segnala in terriotorio negativo (-0,1%) tra le maggiori economie europee.

USA – Settimana ricca di dati per l’economia americana. Giovedì sarà noto il dato relativo agli initial jobless claims, ovvero coloro che hanno fatto rischiesto del sussidio di disoccupazione nella settimana precedente. Venerdì è la volta dell’indice sulla fiducia nell’economia dei consumatori stimato dall’università del Michigan, atteso dal consensus a 91,5 punti, rispetto ai precedenti 90. Oltre a quest’ultimo sono attesi i dati sulle vendite al dettaglio del mese di luglio (previsto un calo all0 0,4% dal precedente 0,6%). Per mercoledì invece è prevista la pubblicazione del dato riguardante la richiesta di prestiti per MBA: l’ultimo dato ha registrato un calo del -3,5%.

Da segnalare la pubblicazione dei prezzi alla produzione (attesi stabili allo 0,3%), delle scorte all’ingrosso, dei prezzi delle importazioni del mese di luglio e il valore del deficit pubblico.

Giappone – Importanti indicazioni le avremo mercoledì, con il dato sugli ordini dei macchinari, atteso in calo al -4,6%, ma in miglioramento rispetto al precedente -11,7%. Negative sono le previsioni del consensus sui prezzi alla produzione, attesi al -4%.

BRICS – In Russia è atteso per giovedì il dato sulla variazione del PIL annuale, previsto sempre in terriotorio negativo (-0,9%), ma in graduale risalita dal precedente -1,2%. In Cina invece, importanti indicazioni arriverrano martedì con i dati sull’inflazione, attesa al 1,8% (dal precedente 1,9%) e con la pubblicazione del valore sui prezzi della produzione (atteso: -2%). Lunedì da segnalare il saldo della bilancia commerciale e la variazione annua delle esportazioni, attese in calo al -3,5%. Infine stabili sono le previsioni per la produzione industriale al 6,2%.