Asos, l’E-commerce che non Conosce Crisi

asos

In un periodo di crisi economica come quello che stiamo vivendo, un’azienda che chiude l’anno finanziario con 912 milioni di euro (+39% rispetto al 2012) e che ha l’obiettivo di arrivare il prossimo anno al miliardo di sterline di ricavi (1,19 miliardi di euro) rappresenta un fatto sbalorditivo. Lo è ancora di più se si pensa che si tratta di un’azienda e-commerce di moda a basso costo.

Asos, acronimo di As Seen On Screen, nasce nel 2000 da Nick Robertson e Quentin Griffith con l’intento di presentarsi al mondo, non come un semplice venditore, ma come una piattaforma di stile e-commerce, trendy ma soprattutto low cost. Dal 2001 l’azienda britannica è quotata al London Stock Exchange, vanta 21 milioni di visitatori al mese e oltre 7 milioni di clienti attivi. Nei prossimi due anni, secondo la Bernstein Research, Asos investirà circa 110 milioni di sterline al fine di migliorare la propria rete distributiva. Il magazzino principale, si trova nello Yorkshire, in Gran Bretagna e, per garantire ai clienti le spedizioni dei prodotti in 5 giorni, sono state affiancate alla principale altre due strutture, in Australia e negli Stati Uniti.

Il fatturato dell’azienda dipende al 50% dal marchio di proprietà, lanciato nel 2004, che propone migliaia di prodotti nuovi ogni settimana che spaziano dalle principali linee per uomo e per donna alle collezioni dedicate come Maternity, Petite e Curvy per soddisfare qualsiasi tipo di esigenza. I tempi di realizzazione dei prodotti Asos, sono fondamentalmente quelli del fast fashion: con un team creativo di circa 50 persone, i tempi che intercorrono dal disegno alla reale disponibilità della merce è di circa 6 settimane. Il punto forte dell’azienda è il fatto di aver creato non un negozio online, bensì una piattaforma di stile: con prezzi accessibili ma estremamente trendy e in continua evoluzione Asos è l’e-commerce preferito da una fascia di utenti che va dai 20 ai 30 anni e che pretende varietà di prodotti e consigli per tutti gli stili e per tutte le taglie.

Per capire l’andamento di un marchio che esiste solo online è necessario analizzare prima la generale penetrazione dell’e-commerce nei vari Paesi: in Italia, per esempio, le preoccupazioni e i dubbi nei confronti dello shopping via web sono molto radicati. Paure come il dover lasciare i propri dati, usare la carta di credito e ricevere un prodotto diverso da come ci viene proposto online sono tipiche dell’acquirente italiano, sospettoso quasi quanto il consumatore francese. È una tendenza che sta cambiando lentamente e nel nostro Paese. Per esempio, il segmento menswear sta crescendo molto più che in altre nazioni. In Italia Asos è sbarcata nel 2011 e nonostante una base di diffidenza e titubanza, sta riscuotendo un grandissimo successo.

L’azienda non si ferma e per raggiungere i propri obiettivi e imporsi a livello mondiale come brand low cost e trendy il prossimo anno si concentrerà sull’ottimizzazione del sito su tablet e mobile ed è pronto a sbancare con il lancio e il consolidamento del marchio in aree come la Cina e l’Australia.