“Back in the USSR”: A 75 anni dall’Invasione Della Polonia Sorgono dei Parallelismi con L’Ucraina

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A 75 anni dall’invasione sovietica della Polonia – 17 settembre 1939 – sorgono delle nuove inquietanti somiglianze tra le strategie comunicative adottate dal Cremlino in riferimento ai territori occupati allora – alla vigilia dello scoppio della Seconda Guerra mondiale – ed oggi, nell’attuale crisi Ucraina.

Due reporter del Wall Street Journal, Marcin Sobczyk e Patryk Wasilewski, hanno monitorato il linguaggio utilizzato nei documenti ufficiali emessi dal governo Russo negli ultimi mesi, comparandoli con quelli risalenti all’epoca in cui l’Armata Rossa marciava sulla Polonia Orientale. Ne è risultato che “gran parte delle parole usate dalla Russia quest’anno per quanto riguarda l’Ucraina, durante l’annessione della Crimea e le attività di supporto ai separatisti filo-russi – sottolineano i due – si possono trovare nei documenti diplomatici sovietici attinenti alla Polonia”. Similitudini che sembrano trascendere una certa coincidenza semantica o sintattica – così come una pur ragionevole continuità delle strategie comunicative del Cremlino dal ’39 ad oggi – per divenire un oscuro presagio – dopotutto, come credeva Ludwig Wittgenstein, “anche le parole sono azioni”.

Esattamente come durante l’invasione russa della Polonia orientale, il Cremlino, in una dichiarazione pubblicata sul sito web personale del Presidente Valdimir Putin all’inasprimento dei conflitti separatisti in Ucraina, ha riferito che, “in caso di un’ulteriore propagazione delle violenze” si sarebbe riserbato il diritto di proteggere le “nazioni parenti” di lingua russa (vedi documento 1)

Documento 1.

From a note by the Soviet foreign minister to the Polish ambassador in Moscow, Sept. 17, 1939: “The Soviet government has issued orders to the commanders of the Red Army to make its units cross the border and take under their protection the lives and property of the inhabitants…” From a statement on Russian president’s website, March 2, 2014: “Vladimir Putin stressed that in case of any further spread of violence to Eastern Ukraine and Crimea, Russia retains the right to protect its interests and the Russian-speaking population of those areas.”