Back to Business: dall’Economia Segnali di Ripresa

Il lavoro delle banche centrali più importanti, la Fed e la Bce, sembra aver sortito, almeno in un orizzonte di breve periodo, gli effetti sperati. Dal famoso “whatever it takes”, pronunciato da Mario Draghi per tranquillizzare i mercati finanziari globali al luglio 2012, ne è passato di tempo ma ciò ha consentito a posteriori di ridurre il forte rischio di collasso sistemico nell’Eurozona e ha aiutato a preservare la tenuta della moneta. Ora i governi dei Paesi in area euro approfittano dei bassi tassi di finanziamento per concludere le manovre di risanamento e intraprendere a piccoli passi la strada della crescita.

Un altro indicatore interessante se considerato a livello globale è quello relativo all’M&A, ovvero fusioni e acquisizioni operate da imprese e multinazionali, importante da osservare in quanto quantificatore della capacità di sottoscrivere accordi di grande portata. Ammonta a 149 miliardi infatti il valore delle acquisizioni operate dalle compagnie europee dell’area ovest, ben il 60% in più di quelle dello scorso anno e l’incremento più alto su scala mondiale secondo dati Bloomberg. Complessivamente, nel mondo, il valore delle acquisizioni è salito del 26% a circa 637 miliardi nel primo quarto dell’anno. È il miglior dato dal lontano 2007. Tra questi operatori le compagnie di tecnologie e comunicazione hanno fatto registrare 174 miliardi di dollari in takeover seguendo un sentimento di fiducia ancora poco tempo fa sottolineato da Hernan Cristerna, co-head del ramo M&A di JPMorgan Chase e riassumibile come “i CEO lavorano più a loro agio in un contesto di economia in crescita”. Semplice e ovvio ma per nulla scontato.