Back To Europe: Il Falso Mito dell’Offshoring Come Unica Alternativa Possibile

Segnali importanti e inequivocabili. Che possono trasformarsi in dati di fatto solo a partire da una piattaforma strutturale che ne supporti le intenzioni. Tradotto: è necessario il cambiamento di alcune dinamiche interne all’Unione Europea. In una parola, riforme.

Questo è il punto forse più importante emerso dal sondaggio della Cbi. Le aziende chiedono all’Europa di attivarsi per cambiare alcune regole del gioco, e quindi incentivare la rilocalizzazione produttiva. La richiesta che nell’indagine incontra più favori (60%) si fonda sulla riduzione dell’onore normativo dell’Ue sulle aziende. Oltre la metà degli intervistati chiede anche di trovare la formula per rendere il mercato del lavoro più flessibile. il 39% sollecita un maggiore equilibrio tra la regolamentazione a livello Ue e quella degli stati membri; un terzo delle aziende spinge perché venga strutturato in via definitiva il mercato unico digitale europeo, così come quello dei servizi.

La Commissione europea, nel quadro della strategia Europa 2020, ha fissato gli obiettivi il cui fine è riportare i livelli manifatturieri interni al continente perlomeno ai livelli pre-crisi. I morsi della recente recessione hanno comportato un’emorragia di 3,8 milioni di posti di lavoro solo nella dimensione manifatturiera, devastando i livelli di produzione industriale il cui calo rispetto al 2008 è stato calcolato in circa 12 punti percentuali. Un'ecatombe, le cui vittime sacrificali sono state soprattutto i Paesi europei che non hanno avuto la forza di prendere contromisure efficaci. Adesso per l’Europa è arrivato il momento di ricostruire sopra le macerie. Anche per questo, all’interno del mondo industriale, si fa strada la convinzione che sia soprattutto ai piani alti dell’Unione Europea che si dovrà decidere se e come incentivare il rientro della produzione nel Vecchio Continente.