Tra Grinta e Perplessità: Il Futuro Secondo I Giovani

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Talento e forte, fortissima determinazione. Ma anche coraggio da vendere (al miglior offerente, s’intende) a non finire.
Tra i requisiti fondamentali per avere successo nel mondo del lavoro, secondo le nuove generazioni, questi rientrano in pole position.

Bain & Company è una società di consulenza strategica, leader nel panorama italiano. Ogni anno, rinnova l’Agenda Bain per i Giovani, un appuntamento interamente dedicato alle giovani generazioni con una tematica ben precisa, in occasione della quale raccoglie dati e informazioni relative al dibattito che si crea intorno all’incontro. Per il 2014 è toccato al tema Start Up e lavoro.
Come possono, oggi, i giovani, avere successo nel mercato e nel mondo del lavoro? Cosa significa imprenditorialità e, soprattutto, cosa cercano i ragazzi di oggi? Su un campione di 1600 giovani provenienti da tutta Italia, di età compresa tra i 18 e i 24 anni, Bain ha raccolto preziose informazioni, sicuramente condivise dai più.

Per trionfare nel mondo del lavoro, sostengono i lavoratori di domani, le capacità sono indispensabili e occupano il primo posto tra i requisiti per conseguire successo e soddisfazione. Seguono determinazione e audacia. Solo dopo arrivano titoli da università prestigiose e contatti vari. Le prime tre, contano molto di più.

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E le priorità quali sono? La soddisfazione, prima di tutto. Poi un buon reddito e un adeguato bilanciamento tra lavoro e vita privata. Certo, anche la certezza di un posto fisso ha un peso non indifferente. Tuttavia, proprio su questo punto, le nuove generazioni sono disposte a ricredersi: meglio un reddito elevato, piuttosto che un posto fisso e tempo per la vita privata.Tuttavia, in Italia si presenta un’enorme scoglio coloro che vogliono fare impresa: il sistema, infatti, sempre secondo i giovani, non aiuta la crescita e le istituzioni pubbliche non sono percepite come in grado di sostenere e promuovere l’imprenditoria giovanile. Inoltre, il sistema accademico non connette con il vero mondo del lavoro, ma fornisce “solo” un enorme bagaglio di competenze. Unico barlume è dato da banche e finanziatori, che sembrano contribuire alla nascita e allo sviluppo di nuove aziende e start up, e dalla classe dirigente, che pare migliorare la competitività internazionale e il grado di evoluzione tecnologica del Bel Paese.

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Allora come riuscire nell’impresa? Mettersi in gioco, prima di tutto, e poi spirito di iniziativa a volontà. Anche se sono molti i giovani che non ritengono che il talento possa essere veramente valorizzato e supportato da aziende ed istituzioni, nessuno smette di pensare che una propria idea possa farsi, un giorno, realtà.