Banca d’Irlanda, 558 Milioni di Dollari per Aggiornare il Sistema Digitale

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La Banca d’Irlanda prevede di investire 500 milioni di euro (588 milioni di dollari) in aggiornamenti alle infrastrutture IT (informatiche e tecniche) principali nel corso dei prossimi cinque anni, stando a quanto riportato dall’Irish Times.

Parte dell’investimento sarà destinato all’ammodernamento della piattaforma principale di online banking: gli aggiornamenti toccheranno non solo i servizi di supporto digitale per i nuovi clienti ma anche permetteranno alla banca stessa di eseguire analisi avanzate di dati e di compliance solutions. Le modifiche che saranno apportate evidenziano l’intenzione della banca di trasformare sia quelle che sono le funzioni di back-end del sistema ma anche l’esperienza del cliente.

Oggi, gli operatori bancari sono sempre più consapevoli della necessità di aggiornare i propri sistemi di base in un paesaggio che sta subendo una rapidissima digitalizzazione. La mossa della banca irlandese sembra essere in linea con la recente tendenza che sta spingendo le banche non solo ad aggiornare i servizi per i clienti ma anche la struttura e l’organizzazione interna alla banca stessa se vogliono competere con le nuove banche online e conquistare i nativi digitali, ormai immersi in quella che viene chiamata “fintech” (tecnofinanza).

Già da tempo le banche nordamericane stavano investendo capitali per trasformare in digitale la loro attività mentre le banche europee erano rimaste indietro. Ma il denaro che verrà investito dalla Banca d’Irlanda e le dichiarazioni di “trasformazione digitale” recentemente fatte dalla Banca Olandese ING suggeriscono che le banche europee stanno riconoscendo il problema e si stanno muovendo per cercare di tenersi al passo con i tempi.

Le revisioni digitali dei sistemi principali delle banche sono sì rischiose ma sono diventate inevitabili. Stando a Cognizant, un quarto dei tentativi di trasformazione digitale porta al fallimento della banca mentre una metà non consegue i risultati sperati. Si stima che solo il 25% delle revisioni digitali di banking abbiano successo. Le banche quindi corrono dei rischi nel digitalizzare tutti i processi. Ma bisogna anche dire che, ignorando la necessità di trasformazione digitale, le banche potrebbero subire perdite peggiori, scavalcate da banche che nascono in un mondo completamente digitale e che possono quindi rispondere alle richieste del mercato in modo tempestivo.

Come la Banca d’Irlanda, molte banche hanno chiaramente riconosciuto che siamo entrati in un’era di profondo cambiamento per le società che forniscono servizi finanziari, una rivoluzione tanto forte da eguagliare quella del 1970, quando erano stati introdotti il fondo comune d’investimento, i discount brokers e il bancomat.

Nessuna impresa resterà immune agli squilibri del mercato e ogni azienda dovrà programmare una strategia che riesca a sfruttare al meglio i vantaggi portati dalla rivoluzione “fintech”. La battaglia già in corso creerà vincitori e vinti inaspettati tra alcuni dei più potenti nomi del mondo finanziario. I conflitti e le partnership più controverse vedranno start-up completamente digitalizzate associarsi a società “tradizionali” del settore che cercano furiosamente di adattarsi all’innovazione.

Mentre le banche di retail tradizionale forniscono un servizio sicuramente valido, sono solo le banche online quelle in grado di offrire gli stessi servizi con tassi più alti e tasse più basse. Gli istituti tradizionali di credito rischiano di rimanere indietro rispetto al mercato finanziario del peer-to-peer:

Per questi ultimi, il numero di prestiti sta crescendo molto più velocemente di quanto tempo fa avveniva per i tradizionali finanziatori.
I Robo-advisor (nuova generazione di consulenti finanziari nata sul web con l’obiettivo di aiutare tutte le persone a gestire i propri risparmi e ottenere un portafoglio d’investimento migliore o alla pari di quello proposto da un consulente tradizionale) stanno prendendo il posto degli assistenti in carne ed ossa, offrendo prezzi di commissione più bassi e solidi investimenti per gli investitori.

Basta considerare pochi fra gli aspetti che stanno cambiando grazie al digitale per capire chi saranno effettivamente i vinti e i vincitori di questa battaglia. Sempre se le società finanziare di vecchio stampo non decidano di investire su trasformazioni digitali, come recentemente annunciato dalla Banca d’Irlanda e da ING.