Basi Militari e Ruolo degli USA ad Oggi

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Forte di circa un migliaio di basi sparse in oltre 150 nazioni – sulle 200 presenti attualmente – l’apparato militare americano all’esterno degli USA si presenta già ad un primo sguardo come una realtà più unica che rara. Ma è sempre stato così? I fatti mostrano che già dalla fine della Seconda Guerra Mondiale i vantaggi garantiti ai vincitori permisero loro di impostare un disegno di influenze politiche e militari sul territorio di tutti coloro i quali uscivano sconfitti dal conflitto, in primis Germania e Giappone. Da quei primi passi, si sarebbe sviluppata la NATO.

Ad oggi, i singoli USA sono alla realtà dei fatti la Nazione con il maggior numero di avamposti in territorio straniero. Ma la loro influenza non si limita certamente alla “passività” delle basi strategiche: dal 9/11/2001, gli USA hanno enormemente ampliato i budget riservati a reparti e operazioni speciali, che di riflesso hanno visto un aumento esponenziale del loro numero. Questo vasto ombrello di attività e truppe è coordinato dal cosiddetto SOCOM (Special Operations Command).

Vediamo qualche cifra: negli ultimi giorni della presidenza Bush 60 Paesi vedevano sul loro territorio schieramenti governati dal SOCOM. Al 2013, sotto la guida del premio Nobel per la Pace Barack Obama, siamo a 134. Un aumento del 123% . Si badi bene che, su queste attività, il governo americano mantiene posizione molto discreta, sbottonandosi ben poco su dati e resoconti; contrariamente a quanto invece non avvenga per quelle guerre evidenziate dagli organi di comunicazione di massa e magari etichettate come missioni di pace o esportazioni di democrazia.