Bd, la Startup Sociale che Aiuta i Ragazzi Dislessici ad Utilizzare lo Smartphone

Le applicazioni di messaggistica istantanea sono ormai parte della nostra quotidianità, hanno imparato ad utilizzarle anche le nostre madri e le nostre nonne più tecnologiche. Questo perché sono strumenti molto semplici, ma é veramente così?

Non per una persona che soffre di dislessia o di Disturbi degli Apprendimenti Scolastici (DSA). Per queste persone rapportarsi con tali strumenti diventa problematico, ma c’è chi sta lavorando per aiutare queste persone. Elena Bruni, ideatrice di bd, ci parla del suo progetto presentato allo Start up day dell’Università di Bologna, al quale ora sta lavorando assieme ad un team di otto persone: la creazione di un prodotto ad hoc che faciliti l’utilizzo dello smartphone a questa tipologia di utenti.

Cos’è e come é nata bd?

Tutto è partito mentre lavoravo a un progetto aziendale con un ragazzo dislessico. La vicinanza con questo collega di studi mi ha permesso di avere un’esperienza diretta delle difficoltà che una persona dislessica incontra nell’utilizzare le applicazioni di messaggistica istantanea per comunicare con i propri conoscenti quotidianamente. Da questo incontro mi sono appassionata alla tematica e ho deciso di voler trovare una soluzione al problema: sono infatti tante le persone che incontrano difficoltà nell’utilizzare le applicazioni digitali e che non riescono a godere dei vantaggi che apportano alle comunicazioni. Grazie alla partecipazione all’evento Startup Day organizzato dall’Università di Bologna, ho conosciuto molti ragazzi interessati al progetto bd e con i quali sono riuscita a creare un team solido e appassionato alla tematica.