Bookcity Milano, tra Pinocchio e il Fantasy di Julie Kagawa

Bookcity Milano

Bookcity Milano è ormai giunto alla sua quarta edizione e non ha nulla da invidiare al più famoso Salone del Libro di Torino – il secondo per importanza mondiale dopo quello di Francoforte (dedicato più a chi lavora dietro le quinte che a veri e propri compratori). Con i suoi 1500 ospiti e un numero davvero invidiabile di eventi – distribuiti dal 22 al 25 ottobre – ha raccolto più di 150.000 persone che hanno popolato la capitale lombarda, brulicando in biblioteche, musei, università e piazze per celebrare un argomento che molto ormai molto spesso è lasciato in secondo piano: il libro.

L’Italia ha il triste primato, date le ultime rilevazioni Istat, di essere uno dei paesi “forti” del mondo in cui si legge meno; dal 2013, il tasso di lettori continua a calare: solo il 40% della popolazione italiana legge, e la maggioranza ammette di non leggere più di tre libri all’anno. Sono le donne ad alzare i dati sui lettori, confermandosi come il sesso forte della lettura. Il successo di Bookcity, quindi, non può che essere incoraggiante.

Tra gli svariati incontri proposti, la scelta è stata ardua: la rosa di scrittori ed esperti di editoria che è stata proposta mi ha messa in seria difficoltà nel preferire un’opzione piuttosto che un’altra, avrei voluto avere il dono dell’ubiquità per poter seguire tutto ciò che mi sarebbe piaciuto. Dopo aver provato con Sepùlveda – senza successo, dato l’affollamento dell’evento e la non chiarezza di chi ha organizzato sulla quantità di posti disponibili – ho ripiegato con grande soddisfazione sulla mostra allestita dalla Biblioteca Sormani in collaborazione con Mobilitaly: Infinito Pinocchio. In un percorso assolutamente innovativo per la storia del burattino di legno, si entra nella pancia della balena e si finisce, dopo aver salito due rampe di scale, davanti a un piccolo Pinocchio libero dai fili. La mostra, a ingresso gratuito, è stata “fabbricata” da novelli Geppetto: vetrai, fabbri, falegnami, elettricisti e pittori delle aziende brianzole facenti parte di Mobilitaly hanno creato un’opera viva, che mostra tutto l’amore per “un pezzo di legno”, lo stesso da cui è nato il burattino. Se avete voglia di andare, e merita davvero, l’esposizione rimarrà aperta fino al 30 dicembre 2015.