Brasile, il Salto di Qualità Passa Dai Mondiali

Articolo Smartweek - foto Scott

Il Brasile, come quasi ogni bambino che calci una palla in qualsiasi parte del mondo può dirvi, è il paese del calcio.  Mentre il luogo di nascita effettiva di questo sport è l’Inghilterra, il Brasile è il centro spirituale di questo sport. Brasile, la cui Seleçao è l’unica ad aver giocato in tutte le edizioni della Coppa del Mondo e ad aver vinto cinque di esse, perfezionando l’invenzione inglese e ispirandone una versione più poetica e fluida di gioco. E mentre il Brasile ha creato il calcio moderno, la misura in cui il calcio ha reso moderno il Brasile è spesso sottovalutata.

Sono molti i cambiamenti economico-sociali occorsi in questo paese dalla prima volta in cui la Coppa del Mondo, nel 1950, varcò le soglie del Maracanã. A quel tempo, il biglietto per assistere ad una partita de la Coppa del Mondo costava solo 10 Reais (circa 3 Euro), il presidente era Eurico Gaspar Dutra e fu un mondiale memorabile per diversi motivi, tra cui l’inaspettato risultato finale.

Oggi, lo stesso biglietto costa 340 Reais (circa 120 Euro), il presidente è Dilma Rousseff, donna ambiziosa e in corsa per il secondo mandato nelle elezioni di ottobre che ha promesso di usare il torneo per modernizzare il Brasile, introducendolo sulla scena mondiale dalla porta principale, come prima potenza emergente. Dall’ultimo mondiale ospitato, il paese ha cambiato volto, sospinto da una crescita economica senza precedenti. Il gigante latinoamericano ha visto quintuplicare il debito pubblico, aumentare il proprio Pil di 25 volte, la popolazione di sei e, ad oggi, ospitare ben l’84% della popolazione totale nelle proprie grandi aree urbane.

La speranza di vita si è quasi raddoppiata dal 1950 a discapito però di un decremento del tasso di fertilità che vede il Brasile fanalino di coda tra i paesi del Sud America. Paradossalmente la voglia di successo di Neymar e soci va di pari passo alla voglia di un intero paese di compiere il definitivo salto di qualità, lo stesso che ha portato solo negli ultimi 10 anni più di 350 milioni di persone fuori dalla povertà, riducendo notevolmente il divario sociale degli Anni ’50 e stabilizzando una fiorente classe media.

Secondo le previsioni ufficiali l’arrivo di oltre 600 mila visitatori dall’estero dovrebbe comportare un rialzo del Pil di, addirittura, 4 punti percentuali, placando gli animi di chi ha protestato contro la politica dell’attuale governo, responsabile di aver speso molto di più di quanto si potesse permettere per garantire lo svolgimento dei Mondiali. Nonostante la vendita record di biglietti, pari al 93,6% dei tagliandi messi in vendita con una media di 49.695 spettatori a partita, secondo alcune stime, decisamente meno ottimiste, il beneficio mondiale porterà un incremento modesto e non soddisfacente dello 0,2% di Pil.

Al fischio finale della Coppa del Mondo, l’augurio del Brasile intero non sarà soltanto quello di aver esorcizzato il risultato del 1950 ma soprattutto, in vista della prima Olimpiade in Sud America nel 2016, di aver determinato attraverso la sua creazione migliore, il calcio, la propria traiettoria vincente anche al fuori del rettangolo verde.