Brexit: il Mercato Finanziario Britannico Crolla

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Il numero di nuovi lavori nel settore finanziario in Inghilterra è sceso del 10,1% in seguito al voto sulla Brexit lo scorso Giugno, in quanto l’incertezza sulla futura appartenenza del Regno Unito al mercato unico ha compromesso la fiducia nel mercato lavorativo.

I posti disponibili per tali lavori sono diminuiti in ogni regione tra Luglio e Agosto, secondo l’Institute for Public Policy Research, un influente think tank.

A Londra si è verificata una diminuzione del 13,6% delle inserzioni lavorative, comprese quelle riguardanti amministratori, manager e amministratori delegati.

“Ciò è impressionante, in quanto questo è l’unico anno, degli scorsi quattro, in cui questo trend si è verificato”, ha affermato l’IPPR.

Secondo l’azienda di personale e assunzioni Manpower, il numero di persone che si sono candidate per lavori inerenti al settore della finanza a Dublino è cresciuto dell’800%.

La mancanza di certezze riguardanti il cosiddetto financial services passport della City di Londra, il quale consente alle banche di vendere i loro servizi a clienti residenti nell’Unione Europea, ha urtato la fiducia nel mercato del lavoro della capitale britannica.

Inoltre, non è emerso nessun piano coerente per gestire l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Lo scorso giovedì, il ministro degli esteri britannico Boris Johnson ha affermato che la Gran Bretagna inizierà il processo di uscita “all’inizio del prossimo anno”, ma il primo ministro Theresa May ha respinto tale commento, affermando che non è stato preso alcun impegno in materia di orari e programmi.

“Questi nuovi dati mostrano l’impatto immediato che il voto per lasciare l’Unione Europea sembra avere sul settore finanziario”, ha detto Clare McNeil, responsabile associato per il lavoro e le famiglie all’IPPR.

McNeil continua, “il Primo Ministro deve fare piazza pulita dei dubbi riguardanti l’eventualità che il governo possa perseguire tematiche come l’accesso al mercato unico e i diritti collegati ai passaporti nel corso delle negoziazioni sulla Brexit.