Brexit: Sarà Francoforte il Nuovo Centro Finanziario Europeo?

Brexit

Nove mesi dopo il referendum, il primo ministro inglese Theresa May indica ufficialmente la data del Brexit Day. Infatti, il 29 marzo il governo britannico si appellerà all’articolo 50 del Trattato di Lisbona, la norma che mette in moto le procedure di secessione di uno stato membro dell’Unione Europea aprendo due anni di negoziati.

Tra i numerosi cambiamenti che il Regno Unito dovrà affrontare con la Brexit, vi è anche la perdita dei “passporting rights” che consentivano alle compagnie finanziarie inglesi di poter vendere beni e servizi liberamente in tutta Europa direttamente dal loro paese. Di conseguenza molte banche britanniche per poter fornire gli stessi servizi dovranno aprire una filiale in Europa aumentando così il proprio business.

Secondo un sondaggio del Financial Times che ha visto coinvolti 30 tra i più influenti banchieri britannici, sarà Francoforte la città scelta per diventare il nuovo centro finanziario più importante del Vecchio Continente. Come afferma il lobbysta Hubertus Vath, la metropoli tedesca, sede della Banca Centrale Europea, per ora è in “pole position” rispetto agli altri poli economici europei tra cui figura anche la città di Milano. Per ora, infatti, UBS,  JP Morgan, Morgan Stanley e Bank of America Merrill Lynch stanno considerando l’idea di collocare la propria filiale nella città tedesca.

Francoforte, tra l’altro, oltre ad essere uno dei centri finanziari europei, è anche la sede economica tedesca la cui borsa, la Borsa di Francoforte, è terza al mondo per il volume di scambi azionari. Infatti, lo stesso Goldman Sachs, per esempio, ha aperto i propri uffici in questa città.

Tuttavia, Londra rimarrà ancora uno dei poli finanziari principali. Il governo ha pubblicato una nota in risposta al resoconto stilato dalla Camera dei Lords sugli effetti finanziari della Brexit:

 

Altri intervistati invece sono più propensi a lasciare definitivamente l’Europa per spostare le proprie risorse altrove verso New York o l’estremo Oriente. Infatti, sembrerebbe che negli Stati Uniti, grazie alle promesse del nuovo presidente Trump, le banche avrebbero maggiori benefici fiscali, oppure, in alternativa, spostarsi verso Hong Kong e Singapore per approfittare della crescita economica in Asia.