Bufera Sul D.L “Salva-Italia” di Monti, “Irrazionale ed Illogico”: Intervista all’Avv. Pistilli

Alla fine ciò che è stato contestato all’art. 26 del decreto “Salva-Italia” è sia la mancata informazione dei cittadini sia l’estinzione “immotivata ed illogica” del diritto per la conversione. Giusto?

Si. In realtà sono stati contestati vari profili d’incostituzionalità del provvedimento del Governo Monti. Tra tutti la lesione del “legittimo affidamento”. In buona sostanza,  "avevo maturato una ragionevole aspettativa di poter convertire le mie lire in euro entro il 28 febbraio 2012 e tu mi hai privato di questo diritto senza alcun preavviso"

Il Tribunale di Milano, ha considerato questo provvedimento illogico e irragionevole, anche in quanto "...il legislatore ha inteso garantire i possessori di titoli di Stato consolidando il relativo Fondo Ammortamento, a discapito dei possessori di lire". In pratica, questi soldi sono stati espropriati ad una categoria di contribuenti, e messi a tutela di un'altra categoria di soggetti giuridici, quali sono i possessori di Titoli di Stato.

E' bene precisare che tra i possessori di Titoli di Stato solo una piccolissima percentuale è costituita da persone fisiche. Il grosso della torta è in mano a banche e Stati esteri. Lascio a voi tirare le conclusioni su chi si è avvantaggiato di più dal provvedimento oggetto di contestazione.

Potremmo quindi affermare, trascendendo le considerazioni del Tribunale di Milano, che quest’operazione del governo Monti, alla fine, una certa “logicità” ce l’ha avuta. Ed era quella di attenuare la bufera dello spread del 2012.

Questo è esattamente l’incipit che ho fatto all’inizio dell’intervista. Lo spread era alle stelle, Monti doveva dare segnali di sicurezza all’Europa sulla solvibilità dello Stato Italiano, e per farlo ha iniettato denaro sonante nel Fondo d'Ammortamento dei Titoli di Stato.

Questo trasferimento coattivo di denaro dai detentori di lire ai possessori di titoli di stato italiani, può in qualsiasi modo esser giustificato secondo dei criteri economici? Poteva questa essere considerata una misura d’emergenza necessaria in quel momento?

Stando al provvedimento del Dottor. Vannicelli del Tribunale di Milano, No.

Meglio, con l'ordinanza di rimessione alla Corte Costituzionale, il Tribunale di Milano stabilisce che "...l'interesse generale sotteso alla scelta legislativa non è sufficiente ad operare l'espropriazione di un bene che appartiene ai privati". Aggiungo, a maggior ragione quando da tale trasferimento coattivo di denaro traggono beneficio solo una categoria di creditori dello Stato a discapito di un'altra. Da questo punto di vista, il provvedimento del legislatore è stato ancor più arbitrario e irragionevole.