Business School, il Futuro è on-line?

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L’inarrestabile avanzata del web e la sua onnipresenza su ogni tipo di device hanno modificato ad una ad una le consuetudini di una società post-moderna in crisi d’identità. Dal modo in cui ci relazioniamo, oramai delegato in tutto o  quasi al mondo dei social network, al modo in cui leggiamo, finanche al modo in cui facciamo shopping. Sarà il mondo dell’istruzione il modo in cui abbiamo sempre studiato e imparato il prossimo tabù destinato a cadere?

A sentire cosa ne pensa Richard Lyons, Preside presso la prestigiosa Berkeley’s Haas School of Business, sembrerebbe di sì. Secondo le sua previsione “la metà delle business school in questo paese potrebbe essere fuori dal mercato in 10 anni o appena cinque anni”. A farne le spese per primi potrebbero essere i celeberrimi programmi MBA (Master in Business Administration).  Questi master, modulati e rivolti ai professionisti che già lavorano, si troveranno presto a competere con validi concorrenti on-line.

A rischiare di più sono le Business school così dette “lower-rented“, ovvero quelle che per fama non possono ambire a quell’élite universitaria che annovera tra le altre la Harvard Business School o la Wharton. Quando i pesci grossi del sistema universitario inizieranno ad offrire con regolarità lauree online, i pesci piccoli cominceranno a veder intaccato il serbatoio da cui hanno attinto per anni: quello stuolo di lavoratori che hanno sceglievano la comodità di un programma part-time vicino a casa. L’offerta online “ha il potenziale di rendere nullo  il fattore vicinanza” ci dice ancora Lyons.

La conseguenza? E’ facile immaginarla. Se le scuole con alta reputazione potranno attirare gli studenti migliori (anche quelli che prima ,per motivi di opportunità, non sarebbero stati disposti a trasferiti dall’altra parte del Paese), allora i programmi part-time con minore reputazione saranno costretti ad essere meno selettivi; e senza un corpo studentesco di alta qualità, il declino è assicurato. Specie poi in un paese come gli USA dove il ranking per business school e college è tutto. Basti vedere con quale attenzione si guarda alle principali classifiche del settore, in testa quella stilata annualmente dall’Financial Times, una vera e propria Bibbia per lo studente in cerca di orientamento.

Non è chiaro quali modelli on-line saranno di maggior successo, ma molte scuole cominciano a sentire la pressione per quella che potrebbe essere una svolta epocale. Ma come dice Dean Patrick Maggitti, Preside della Villanova School of Business (una tra le prime scuole ad annunciare un nuovo programma MBA on line all’inizio di quest’anno), “non c’è mai stato un momento più incerto nel campo dell’istruzione superiore” ma “penso che la strategia più intelligente sia quella di avere un opzione anche in questo mercato.”

Come a dire che, se del futuro non s’ha certezza, è meglio puntare un paio di dollari su ogni cavallo in gara.