Carrie Lam: la Prima Donna Chief Executive di Hong Kong

Hong Kong chief executive candidate Carrie Lam smiles during the Hong Kong chief executive election in Hong Kong on March 26, 2017.
A mainly pro-China committee began voting for a new leader of Hong Kong on March 26 to take the helm of the deeply divided city, which is fearful Beijing is curtailing its freedoms. / AFP PHOTO / DALE DE LA REY        (Photo credit should read DALE DE LA REY/AFP/Getty Images)

Lo scorso 26 marzo, il comitato elettivo di circa 1200 notabili ha scelto chi ricoprirà il ruolo di Governatore della città-stato di Hong Kong nel prossimo quinquennio. Per la prima volta nella storia della ex colonia britannica una donna viene eletta come Chief Executive. A partire dal 1 luglio, infatti, sarà Carrie Lam Cheng Yuet-ngor a prendere il testimone da Leung Chun-ying, il presidente uscente.

Per Carrie Lam si tratta di una doppia vittoria dal momento che la sua campagna elettorale è stata sostenuta da Pechino, selezionandola come miglior candidata, e poi successivamente ha ricevuto l’appoggio della commissione elettorale che l’ha nominata Governatrice di Hong Kong. Secondo l’agenzia Nuova Cina, Lam si è aggiudicata esattamente 777 voti, vincendo sugli altri due candidati: l’ex “financial secretary” John Tsang Chun-wah e l’ex giudice Woo Kwok-hing.

CHI È CARRIE LAM CHENG YUET-NGOR?

Prima di candidarsi all’alta carica di Governatore di Hong Kong, ha ricoperto, nella precedente amministrazione il prestigioso ruolo di Prima Segretaria del “Premier” Leung Chun-ying. Nel 2014, il suo nome si è subito associato alla Task Force per lo sviluppo di una nuova riforma costituzionale per cambiare le modalità di elezione del futuro Governatore. La riforma, l’anno seguente, fu subito bocciata perché avrebbe costretto circa cinque milioni di elettori di Hong Kong a votare il loro governatore locale scegliendolo tra due o tre candidati preselezionati da una commissione nominata da Pechino.

IL SISTEMA ELETTORALE DI HONG KONG

Il sistema elettorale della regione di Hong Kong è uno dei più complicati e controversi al mondo. Il Governatore della ragione a statuto speciale, infatti, non è eletto tramite suffragio universale, ma mediante un sistema oligarchico. Ogni cinque anni, rappresentanti del mondo industriale, della società civile e del panorama politico sono chiamati a scegliere il Chief Executive tra i diversi candidati. Nonostante la costituzione della città-stato preveda una completa autonomia del sistema giuridico, politico ed economico rispetto alla Repubblica Popolare Cinese, il governo di Pechino ha molta influenza sulla decisione del giusto candidato da parte del collegio elettorale. La scelta della stessa Lam è stata condizionata fortemente dal governo centrale che ha visto in lei il giusto candidato per mantenere i rapporti tra la regione e l’establishment pacifici e collaborativi.

QUALE SARÀ IL FUTURO DI HONG KONG?

La nomina di Carrie Lam, di fatto, dovrebbe assicurare una certa continuità alla linea politica adottata dal precedente Chief Executive, noto per la sua totale fedeltà al governo centrale e la scarsa tolleranza verso le forze democratiche emergenti.

Nel suo discorso di accettazione della carica la stessa Lam ha affermato:

 

Ha dichiarato Lam subito dopo l’ufficializzazione della sua vittoria: