Cento Anni Fa Nasceva Frank Sinatra, Auguri “The Voice”

frank sinatra

Cento anni fa, il 12 dicembre del 1915, nasceva ad Hoboken, nel New Jersey, il grande Frank Sinatra, noto nel mondo come “the Voice“, nomignolo che lo ha accompagnato fin dall’età di vent’anni lungo tutto il corso della sua vita.

Dopo qualche esperienza nel giornalismo sportivo, la sua carriera nel mondo della musica ebbe inizio nel primo dopoguerra con la partecipazione alla radio nel programma “Major Bowes Amateur Hour”; già a partire dalla fine degli anni Quaranta Sinatra, ancora sconosciuto al grande pubblico, si autoproclamava “il più grande vocalist del momento”, ma più tardi arrivò anche a definirsi “un cantante da camera da letto”. Poi il passaggio come crooner della mitica swing band di Tommy Dorsey e il successo, strepitoso, come idolo dei teenager degli anni Quaranta, grazie all’eterna giovinezza delle sue canzoni, oltre che della sua voce.

Il primo film in cui comparve fu “Las Vegas Nights” in cui cantava accompagnato assieme all’orchestra di Dorsey. Ad Hollywood divenne, in pochi anni, prima uno dei maggiori divi delle pellicole musicali – tra i film più famosi “Due marinai e una ragazza” e “Un giorno a New York”– e poi, dal 1953, una star completa grazie a interpretazioni memorabili in “Da qui all’eternita”, “Gangsters in agguato” e “L’uomo dal braccio d’oro”. Un mito, cinematografico, musicale e di costume (chiacchieratissimi i suoi matrimoni con Ava Gardner e Mia Farrow) che ha attraversato gli anni Sessanta, Settanta e Ottanta senza accumulare troppa polvere e anzi riuscendo ad imporsi nel panorama artistico mondiale dal primo dopoguerra fino ai giorni nostri, grazie ad una intensa attività durata più di 60 anni.

Una vita frenetica che lo ha visto anche occuparsi di affari e di politica, ambito in cui senza mai entrarvi in prima persona, Sinatra seppe sfruttare la sua grande popolarità e l’ascendente sulla comunità italo-americana per appoggiare aspiranti presidenti come il democratico John Fitzgerald Kennedy ed il repubblicano Ronald Reagan. Al di là dei quattro matrimoni tra cui l’ultimo, con Barbara Blakely, lo accompagnò fino alla morte, ebbe numerosissime relazioni con altre donne: Lana Turner, Doris Day, Lauren Bacall ed altre ancora.

Ma una relazione ancora più importante e tutta artistica lo legò all’Italia. Era il 1973 e la sua voce sembrava aver perso quell’inconfondibile tono basso famoso in tutto il mondo.  Frank non aveva più voglia di cantare e fu allora che decise di telefonare in Italia a Mina, ancora non conosciutissima dal pubblico americano ma comunque molto apprezzata nell’ambiente discografico. Le chiese di diventare sua erede, la nuova “The voice”, e portare in giro per il mondo i suoi successi, da “My way” a “You make me feel so young”, da “Ìve got you under my skin” a “Strangers in the night”. Ma Mina rifiutò. Dopo una lunghissima trattativa e dopo essersi recata più volte a New York, la cantante decise di rinunciare al sogno americano e all’idea di raccogliere l’eredità di “The voice”, perché si rese conto che quella non era la sua vita.

mina

Qualche anno fa all’AdnKronos Massimiliano Pani, il figlio della Tigre di Cremona, raccontò:

Probabilmente si spaventò; anzi, mia madre si ammalò fisicamente tanto era angosciata dall’idea di intraprendere una carriera americana, stare nove mesi all’anno negli Stati Uniti, una scelta che avrebbe probabilmente fatto la felicità di molti ma non di mia madre.

Anche dopo aver annunciato un addio alle scene agli inizi degli anni settanta, alla fine del decennio successivo Sinatra faceva le sue ultime apparizioni sul grande schermo con “Chi ha incastrato Roger Rabbit”, “Entertaining the troops” e “Listen up: the lives of Quincy Jones”.

Il 14 maggio 1998, quando “The Voice” si spense a West Hollywood, lasciò alla storia un patrimonio di oltre 2200 brani e più di 60 album di canzoni inedite pubblicate, che ne fanno uno degli artisti musicali più prolifici della storia, insieme a Chuck Berry, The Beatles, i Rolling Stones, Elvis Presley.