Christiania Avrà Ancora Un Futuro?

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Le origini di Christiania risalgono al 1971, quando una comunità di hippy decise di occupare un ex zona militare abbandonata nel quartiere di Christianshavn, a Copenaghen. Nel 1973 il governo Social Democratico danese conferì a Christiania lo status di “esperimento sociale”. Iniziativa controversa che scatenò polemiche tra i residenti della zona ma che non ci fu modo di fermare. Da allora il quartiere è caratterizzato da una forma di governo parzialmente autonoma. In breve tempo Christiania è diventato il quartiere più “colorato” della capitale danese. Protagoniste delle strade sono i collettivi che si occupano di attività di ogni tipo: culturali, teatrali, artistiche e artigianali. Famosissima è Pusher Street, la via in cui le baracche in cui si vendono hashish e marijuana fanno da padrone. Infatti le politiche di Christiania tollerano la vendita e il consumo di droghe leggere, ma vietano in ogni caso quelle pesanti.

Proprio in Pusher Street è avvenuto lo scorso 31 agosto un fatto che ha scatenato tanta attenzione mediatica. In tarda serata un ragazzo danese di 25 anni ha aperto il fuoco improvvisamente su alcuni agenti di polizia, ferendo due di essi e un passante. Il ragazzo è stato inseguito e atterrato dai colpi di pistola sparati dagli agenti, ed è morto poco dopo per le ferite riportate. Le indagini avrebbero rivelato che il ragazzo, oltre che essere un simpatizzante di alcune branche estremiste dell’Islam, aveva dei legami con le associazioni di crimine organizzato che rifornivano le strade di Christiania di droghe, leggere e non.

Infatti, sebbene il mercato delle droghe del quartiere col tempo si sia evoluto, passando dalle mani dei piccoli produttori a quello di grosse multinazionali che ora si occupano del “rifornimento” tollerato in parte dalla legge, la criminalità organizzata sta assumendo un ruolo sempre più da protagonista. Infatti negli ultimi anni sono state molte le polemiche, portate soprattutto dai cittadini, riguardo la presenza di associazioni criminose, le cui attività sono sostanzialmente finanziate dai rivenditori di Christiania che ne comprano le droghe.

L’attacco, che sarebbe stato addirittura rivendicato dall’Isis, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Gli abitanti si sono ribellati, e si sono mobilitati in massa per smontare i baracchini dei rivenditori di marijuana di Pusher Street.

Da quel momento la situazione a Christiania è decisamente cambiata, si parla di nuovi progetti, costruire fontane ed opere verdi e rendere gli spazi più vivibili per tutti. I cittadini sono tutti d’accordo con il fatto che, per far sì che il quartiere sopravviva, bisogna tenere alla larga i traffici illegali, e tagliare i rami secchi di quella che è allo stesso tempo una grande e stravagante attrazione turistica, ma anche una situazione di potenziale disagio per i residenti.

Il cambiamento radicale avvenuto nella seconda zona di maggior interesse turistico della città non passerà inosservato tanto che il futuro della comunità ora è incerto. Spingere verso una legalizzazione controllata delle droghe leggere, come chiesto a gran voce da molti, sembra una delle soluzioni più idonee, ma ovviamente non senza rischi.