Cina: Addio alla Politica del Figlio Unico, Ecco Perchè

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In Cina si potranno avere due figli: la decisione, annunciata giovedì, rivoluziona la ‘politica del figlio unico’ che, originariamente concepito come un modo per per tenere sotto controllo la crescita demografica del paese più popoloso del mondo e evitare che la popolazione della nazione superasse le risorse della stessa, era diventato qualcosa di minaccioso per la crescita della nazione nel corso dei decenni successivi.

Di seguito riportiamo i grafici di Bloomberg che mostrano le statistiche e le proiezioni che possono aver spinto i leader del Partito comunista, incontratisi a Pechino questa settimana, verso il cambiamento.

Il calo del tasso di natalità

Il numero di bambini è precipitato a causa della politica e di altri cambiamenti in Cina, al 12,1 per 1.000 persone nel 2013, da un picco post- riforma del 23,3 nel 1987. Questo tasso è al di sotto del tasso degli Stati Uniti di circa 13 punti, di quello della Malesia di 18 e del Vietnam di 16, secondo la World Bank. A titolo informativo, il tasso di natalità in Giappone, i cui problemi demografici sono ben noti, è di 8 su 1.000 persone.

birth rate

Restringimento riserva di lavoratori

Un tasso di natalità in declino si traduce col fatto che la nazione avrà una popolazione più piccola da cui attingere per la forza lavoro. Ciò può frenare la crescita economica e far salire i salari troppo in fretta, portando le aziende a spostare le fabbriche alle nazioni a basso costo in Asia e altrove. Il numero di persone di età compresa tra i 15 e i 64 anni è diminuita nel 2014 di circa 1,6 milioni, o 0.2%, a 1,004 miliardi.

forza lavoro

Invecchiamento della popolazione

Conseguenza ovvia è una una quota sempre crescente di popolazione anziana, che limita la dimensione della forza lavoro, aumenta i costi di assistenza sanitaria e implica oneri maggiori ai giovani a loro sostegno. Le Nazioni Unite prevedono che il numero di cinesi dai 60 anni in sue sarà più che raddoppiato nei prossimi 25 anni, a 431 milioni. Secondo una stima dell’ONU, nel 2050, la quota di questa fascia della popolazione sarà pari al 36,5%, rispetto al 15,2%.

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