“Come Adam Smith può Cambiarvi la Vita”: Americanizzazione di Un Filosofo Morale

Adam-Smith

Lo studio della disciplina economica, in virtù della concreta influenza che questa sfera è in grado di esercitare sulla nostra condotta di vita, è andato guadagnandosi nel tempo lo status di vera e propria ‘capitale’ nell’orizzonte delle diverse “province” in cui, secondo la nozione resa celebre da Paul Natorp, è suddivisa la nostra cultura – scienza, morale, arte, religione ecc. Tuttavia, per una delle distorsioni che spesse volte accompagnano questo stato di cose, oggigiorno, persino tra gli addetti ai lavori, limitata, se non assente, rimane la consapevolezza del fatto che questo dominio d’indagine è in realtà, per rimanere fedeli all’immagine del filosofo Neo-Kantiano di Marburgo, una tra le più giovani amministrazioni umane.

Attenendoci alle coordinate temporali stabilite da Mark Blaug, autore di Economic Theory in Retrospect, l’autonomizzazione dell’ambito di ricerca, e quindi la nascita effettiva dell’economia moderna – come “disciplina separata”, qualifica l’economista – risale al 1776, anno in cui Adam Smith pubblicò il testo che ne avrebbe consegnato definitivamente il nome, ed il mito, alla posterità: “Indagine sulla Natura e le Cause della Ricchezza delle Nazioni”, o, più semplicemente, “La Ricchezza delle Nazioni”.

Certamente, nella storia del pensiero economico pre-Smithiana, molti furono i pensatori che, con vari livelli di dedizione, articolarono le proprie riflessioni sulla materia economica. Come ci ricorda Blaug, gli antichi Greci, così come successivamente gli scolastici medievali, avevano già apportato contributi significativi in quest’ambito di studio – senza contare la considerevole mole di letteratura, apparsa tra il XV ed il XVIII secolo, rivolta alla trattazione dei regimi di nazionalismo economico, quella dottrina del pensiero economico nota con il nome di “mercantilismo”. Fu però Smith il primo ad aver emancipato questa sfera d’investigazione, battezzandone così la nascita, dedicandogli un primo, intero trattato – impresa che, a posteriori, gli valse il titolo di “padre dell’economia moderna”.

Matteo J. Stettler

Classe 1989, nato a Firenze, ha conseguito la laurea triennale e quella magistrale in Economic and Social Sciences presso l’Università L. Bocconi. Oltre a nutrire un interesse di ricerca per le economie in transizione dal central planning, e le attuali dinamiche geopolitiche del continente Europeo ed Asiatico, coltiva da sempre un’irresistibile attrazione per il pensiero e l’espressività statunitensi: il pragmatismo esperienziale di Dewey, il Trascendentalismo di Thoreau, Emerson e Whitman, ed il folk elettrico di Bob Dylan. Già autore del blog ‘Long Runners’ Economics’, Matteo è oggi iscritto al Master of Arts in Philosophy offerto dalla Katholieke Universiteit di Leuven (Belgio), e amministra in veste di Managing Editor la sezione Business&Companies per Smartweek.it

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