Come Diventare Maestro D’Ascia

Mastro d'Ascia

Il Maestro d’Ascia, Un Solco Nella Tradizione

La professione del “Maestro d’Ascia” ricalca una figura particolare, quella dell’ “Artista del Legno” che, con le sue mani, con la sua esperienza e conoscenze, creava scafi dalle linee superbe e dalle qualità nautiche eccezionali. Le mansioni di quello che oggi può essere considerato un carpentiere-falegname vanno dalla scelta del legname da modellare (preferibilmente tronchi ancora giovani,  manipolati con corde e pesi affinchè prendessero la curvatura desiderata) al taglio di tavole, fino alla struttura completa dello scafo, del timone e dell’alberatura in generale. La professione richiedeva pure conoscenze delle lavorazione dei metalli (per ottenere chiodi ribattuti) e soprattutto nozioni di navigazione: ogni veliero che si rispettasse aveva nel proprio equipaggio uno o più manutentori per ovviare alle necessità a bordo.

Nei cantieri minori, egli assumeva anche il ruolo di progettista, ad esempio nella realizzazione di tutto il naviglio minore, ovvero le piccole imbarcazioni adibite alla pesca, al piccolo cabotaggio ed ai servizi minori, come le lance ausiliarie a navi e velieri.
Nei cantieri maggiori vi erano numerosissimi maestri d’ascia, che prestavano la loro opera come operai altamente specializzati, per lo più suddivisi per compiti, e spesso responsabili di sottoreparti.

Il Maestro d’Ascia Oggi

La figura del “moderno” maestro d’ascia ha conservato il suo senso originario, ma ha modificato, conseguentemente all’evoluzione del settore nautico, alcune peculiarità. L’avvento dei sistemi di propulsione moderni gli ha reso indispensabile la conoscenza, almeno rudimentale, dell’impiantistica meccanica, idraulica ed elettrica. L’avvento delle colle ha profondamente trasformato alcuni metodi di costruzione: laddove gli incastri erano basilari nella costruzione, unitamente ai chiodi e al calafato, oggi i collanti la fanno da padroni (basti pensare all’invenzione abbastanza recente del compensato).
Data la scarsità di operatori qualificati nello svolgere i lavori complementari a quello del maestro d’ascia, non è inusuale che costui debba sapersi arrangiare a svolgere operazioni come armare completamente un’imbarcazione a vela oppure la costruzione di bozzelli tradizionali e bigotte.

 

L’Esame di Maestro d’Ascia

Il mestiere del maestro d’ascia è contemplato dall’articolo 117 del Codice della Navigazione e l’articolo 280 del Regolamento per l’Esecuzione del Codice della Navigazione specifica quali siano i requisiti necessari per poterlo esercitare: è previsto un esame ufficiale, da sostenere presso la Capitaneria di Porto (Trieste, Genova e Napoli sono quelle abilitate ad effettuare le sessioni d’esame). Prima dell’iscrizione è necessario svolgere almeno trentasei mesi di tirocinio presso un cantiere navale, sotto la guida di un Maestro d’ascia, iscritto regolarmente nel Registro del Personale Tecnico delle Costruzioni.

Dopo la dichiarazione innanzi alle autorità competenti da parte del Maestro sulle effettive capacità dell’Allievo, si è ammessi a sostenere l’esame.  L’esame verte su qualsiasi cosa sia pertinente ad uno scafo in legno, eccettuati i calcoli di stabilità, gli impianti, l’armo velico, ed include il mezzo modello, i disegni ed i tracciati. Opportuno, anzi indispensabile per chi voglia dedicarsi a questo mestiere oggi, includere i rudimenti dell’impiantistica, l’armo, e tenere severamente conto delle tabelle per i dimensionamenti del R.I.N.A., che è uno degli enti di certificazione abilitati. Per la legge italiana il Maestro d’ascia può costruire e riparare imbarcazioni fino a 150 tonnellate di stazza lorda, ove una tonnellata di s.l. corrisponde a 100piedi cubi, ovvero circa 3 metri cubi di volume interno.

La presenza del Maestro d’ascia va lentamente scomparendo. L’avvento della vetroresina e il minor costo delle imbarcazioni fatte in serie, unitamente alla scarsità e al costo delle essenze legnose impiegate nelle costruzioni navali, favorisce il lento ma progressivo declino di questa antica e meravigliosa arte. In Italia, i cantieri navali dove operano i maestri d’ascia si contano sulle dita di una mano e, purtroppo, questo grande patrimonio dell’arte marinaresca rischia di essere perduto del tutto.