Come Diventare Restauratore

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Se trovate che il mondo antico abbia ancora tanto da dirci e siete in preda ad un’autentica Sindrome di Stendhal quando vi trovate davanti ad un affresco di straordinaria bellezza, allora dovreste prendere in considerazione l’ipotesi di intraprendere la carriere di Restauratore. Non si tratta solo di “riparare” ciò che il tempo ha rovinato, l’obiettivo del restauratore è quello di dare nuova vita all’opera che sta restaurando, sia che essa sia un quadro, un affresco o una lapide.

Quello del restauratore è un mestiere che riesce ad unire l’amore per l’arte con l’amore per l’antico. Il lavoro del restauratore si compone di più fasi: prima di ogni cosa, il restauratore deve compiere una valutazione molto accurata delle condizioni dell’opera, cioè analizzare il deterioramento, valutare in che misura sia possibile intervenire senza rischiare di rovinare ulteriormente l’opera, studiare la storia dell’opera, prestando una particolare attenzione ai restauri subiti precedentemente, in modo da poter vagliare meglio le diverse possibilità di intervento. Una volta deciso come intervenire, il restauratore si occupa poi dell’opera nel suo laboratorio di restauro. Il restauratore di beni culturali matura un rapporto privilegiato con le opere d’arte, ragione per cui deve amare moltissimo la materia del suo lavoro. Oltre a questo, servirà anche una precisa preparazione per riuscire ad arrivare a lavorare ad alti livelli.

Quella di Restauratore è una professione affascinante che ha finalmente un percorso formativo chiaro che attraversa Università, Scuole professionali e Istituti di eccellenza. La formazione dei restauratori ha attraversato anni difficili, contraddistinti da mancata chiarezza e percorsi fuorvianti: attualmente, alla luce delle nuove direttive emanate dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, esistono diverse opportunità formative. La professionalità nel campo del restauro è attestata da titoli riconosciuti dalla Legge che attestano le competenze acquisite e mettono nelle condizioni di operare sui beni da restaurare. Queste qualifiche sono essenzialmente due: Il restauratore di beni culturali e il Tecnico del Restauro di beni culturali.

Il restauratore di beni culturali è il professionista che definisce lo stato di conservazione e mette in atto un complesso di azioni per limitare i processi di degrado dei materiali che vanno a costituire i beni, salvaguardandone il valore culturale. Il restauratore analizza i dati relativi ai materiali, alla tecnica di esecuzione ed allo stato di conservazione dei beni interpretandoli. Il restauratore può anche progettare e dirigere gli altri operatori che svolgono attività complementari al restauro.

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Il Tecnico del Restauro di beni culturali è, invece, la figura professionale che collabora con il restauratore eseguendo determinate azioni per limitare i processi di degrado dei beni ed assicurarne la conservazione. Queste operazioni sono svolte secondo le indicazioni metodologiche ed operative del restauratore. Il Tecnico del Restauro inoltre ha la responsabilità della cura dell’ambiente di lavoro e delle attrezzature. E’ importante sottolineare che questo profilo corrisponde alla qualifica di Collaboratore Restauratore di Beni Culturali.  Come acquisire queste qualifiche:

Lauree triennali, magistrali e a ciclo unico

Diversi atenei hanno attivato corsi di laurea triennali in Tecnologia per la conservazione e il restauro dei beni culturali seguiti da lauree magistrali in Conservazione e restauro dei beni culturali. Questi corsi hanno l’obiettivo di formare esperti capaci di operare nella conservazione dei beni culturali con valutazione dei rischi, studio, preparazione e direzione degli interventi. Le materie studiate vanno dalla chimica e la fisica fino alla tecnologia dei materiali. Questi corsi non permettono il conseguimento automatico della qualifica di Restauratore, ma solo di Collaboratore Restauratore. Alcuni istituti hanno attivato corsi di laurea a ciclo unico, come il corso di laurea in Conservazione e restauro dei beni culturali, che erogano una formazione pratica e teorica nel campo del restauro. Al termine dei corsi di laurea a ciclo unico si ottiene direttamente la qualifica di Restauratore. Ci si può, inoltre, specializzare in ambiti specifici come quello del restauro di materiali lapidei, o quello dei manufatti in legno o materiale archivistico e librario.

Corsi, Accademie e Scuole professionali

Il mondo dell’arte permette a chi è interessato di specializzarsi in tanti diversi settori. In tutta Italia esistono Scuole professionali, Accademie e Istituti che propongono corsi di restauro a diversi livelli e con specializzazioni differenti. Questi corsi sono molto diversi tra loro: possono essere triennali o biennali con stage diretti in aziende o botteghe di restauratori.

Quanto si guadagna?

Come in altri ambiti lavorativi, anche per quanto riguarda il mestiere del restauratore c’è una gran differenza tra impiego pubblico e privato, anche se in generale i guadagni variano molto da un’opera all’altra e anche dalla tipologia d’intervento, soprattutto per un discorso di condizioni di lavoro, pericolosità e durata dell’intervento. In linea di massima, un restauratore dipendente pubblico guadagna tra i 20 mila e i 30 mila euro l’anno, mentre per quanto riguarda lo stipendio di un restauratore che lavora in proprio può arrivare facilmente agli 80 mila euro annui.