Comprare, Tenere e Pregare: non è una Strategia di Investimento

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La nostra attenzione ultimamente è rivolta soprattutto al mercato americano, perché eventuali segnali di rallentamento ci permetterebbero di modificare per tempo i nostri investimenti. Una breve premessa necessaria prima di introdurre i segnali che ci preoccupano: bisogna sapere che il 70% dell’andamento del Prodotto Interno Lordo (PIL) degli Stati Uniti è legato alla spesa dei consumatori. Quindi, monitorare i dati provenienti dai consumi degli americani ci farà capire se stiamo passando da un periodo di crescita ad una recessione.

Non vi è ancora una certezza dell’avvicinarsi di una recessione tuttavia riteniamo utile informare su alcune “nubi che si stanno formando all’orizzonte”.

Un eventuale cambiamento di direzione, dopo sette anni di crescita economica, sarebbe l’elemento nuovo da considerare dagli investitori per sistemare i propri portafogli. Ci sono tre segnali che mi sembrano importanti da sottolineare:

– Aziende che operano nel settore dei consumi come Starbucks, McDonald’s, Ford e Gap hanno realizzato ultimamente vendite inferiori alle aspettative;

– Dal 2008 è iniziata una tendenza delle famiglie americane a ridurre la loro propensione di spesa mentre è aumentata la propensione al risparmio: per l’economia americana, basata sul consumo per il 70%, questa non è certamente una buona notizia.

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– I trasporti collegati alla movimentazione dei prodotti stanno diminuendo: ulteriore conferma della diminuzione sia dei consumi interni sia delle esportazioni .

– I magazzini delle aziende si stanno riempiendo. Vedi grafico sottostante che rappresenta il rapporto tra le merci in magazzino e il totale delle vendite. Questo fenomeno trova giustificazione in due motivi: il primo che le aziende si stiano preparando in anticipo per soddisfare una crescita della domanda futura oppure, caso più probabile, che stiano accumulando prodotti che rimangono invenduti.

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Se i prossimi dati confermeranno queste tendenze, non è il caso di dimenticarsi dei propri investimenti e affidarsi nel frattempo alla “preghiera-speranza” che prima o poi le cose si sistemeranno.

A tal proposito mi sembra interessante il parere di un grande economista dal nome J.A. Schumpeter il quale considerava “le crisi come un elisir di giovinezza per l’economia”. Ci voglio credere e, proprio per questo, è meglio dare una sistemata ai propri portafogli.