Corna e Dintorni: Consigli per l’Uso

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Ah, le corna. Inevitabili come la morte, le tasse e il brufolo in fronte al primo appuntamento. Sono diventate così di moda da meritare un programma su real time e di conseguenza una mia riflessione. C’è chi le ha fatte, c’è chi le ha subite. Devo fare un plauso ai miei ex perché sono stati molto bravi visto che non le ho mai scoperte. A parte quella volta in cui in discoteca un amico comune voleva far rappacificare me e il mio uomo d’allora dopo una litigata. Mi prende la mano, mi porta da lui, vicino alla console del dj. Peccato che lui, vicino alla console del dj, stesse limonando una quindicenne. Li ho lasciati finire, ho richiamato la sua attenzione con un pat pat sulla spalla e dopo una rapida occhiata a lei gli ho sussurrato “la prossima volta magari alza un po’ il livello”. E va bè. Il fatto è che in una relazione subentrano molte cose. L’abitudine sostituisce il sentimento senza che nessuno dei due se ne accorga; una mancanza che all’inizio si avvertiva solo marginalmente arriva a espandersi tipo buco nero fagocitando ogni capacità di raziocinio e autocontrollo ormonale. A volte semplicemente non si è abituati a ricevere conferme dall’altro sesso e quindi le si ricerca affannosi tipo Dory con Nemo. Per questo spesso l’ho specificato agli inizi delle varie conoscenze: caro uscente X, se hai intenzione di farmi le corna assicurati prima di esserne in grado. Perché mica è facile. Il rischio di essere scoperti è direttamente proporzionale alle capacità tattico-strategiche del singolo, e spesso scoprirle ti fa solo salire una gran bile che ti complica la vita e di cui avresti fatto a meno volentieri. Del resto la giusta punizione per chi le fa non è essere scoperti, è convivere in eterno con il senso di colpa. Chi confessa le corna non è nobile, è solo un senzapalle che vuole alleggerire la propria coscienza. Appesantendo le tempie dell’altro con fantasiose ramificazioni. E quindi ecco qualche pratico consiglio per cornificatori inesperti.