Corporate Perception Indicator, Tra Diffidenza e Speranza Per l’Economia

Senza alcuna sorpresa, da quanto emerge dalla ricerca, il pubblico è risultato aderire ad una visione più scettica, rispetto a quella dei dirigenti, circa il potere e l'influenza delle imprese. Nelle economie più sviluppate solo il 44 percento della popolazione considera le aziende come "una fonte di speranza" per il sistema economico, contro il 57 percento dei manager. Il 55 percento degli individui intervistati nei mercati industrializzati si dice convinto del fatto che le grandi multinazionali non siano divenute più "umili" dall'inizio della recessione, e non abbiano cominciato ad agire più responsabilmente da allora.

Si sono riscontrate, tuttavia, significative differenze attitudinali tra le economie mature - Nord America e Europa - e quelle in via di sviluppo - Cina, Russia e Brasile - in particolare nella disposizione degli individui verso il potere d'influenza delle società sul governo, l'amministrazione aziendale delle risorse naturali, e, forse più importante, il contributo di queste alla creazione di posti di lavoro e alla crescita economica. Difatti, se in Cina l'84 percento della popolazione confida nelle imprese per rendere la propria economia più forte, i cittadini a stelle e strisce, a riguardo, tendono ad esprimere una visione più cinica - solo il 36 percento le considera una "fonte di speranza". Per quel che riguarda, invece, il potere delle aziende è interessante notare come il grande pubblico statunitense sia 10 volte più propenso a dichiarare, di quello cinese, che le imprese abbiano più potere del governo. In questo senso, un americano su due ha anche dichiarato nel sondaggio di ritenere che le multinazionali abbiano un'influenza eccessiva sul futuro dell'economia USA. Storpiando un vecchio detto popolare, sembra quasi che "chi ha il liberismo non ha i denti, e chi ha i denti non ha il liberismo".