Cosa c’è Oltre la Calabria: 5 Motivi per Dire Sì al Viaggio

viaggiare da  soli

Ricordo perfettamente quando, da bambina, alla battigia della spiaggia ghiaiosa sulla riviera jonica, guardavo il mare, le barche al largo e le Calabrie (termine tutto messinese) che dominavano l’orizzonte. Il momento che preferivo (e che tutt’ora preferisco) per ammirare quello spettacolo era il crepuscolo, quando già il sole era tramontato e l’azzurro del cielo man mano si tramutava nel blu della notte. Quell’atmosfera misteriosa, magica e suggestiva era perfetta per permettere alla mia mente infantile di sognare, immaginare, osare. Cosa c’era dietro la costa azzurrina della Calabria? E dove andavano quelle navi che, piano piano, sparivano all’orizzonte?

“In Grecia vanno!” Mi rispondeva mia nonna, dall’alto delle sue “conoscenze” geografiche. “Un giorno ci andrai anche tu lì”.

Cara nonna, io ancora non sono andata in Grecia, anche se spero un giorno di andarci… Ma ho visto cosa c’è oltre la Calabria. Ed è bellissimo.

Ognuno ha la sua Calabria, il suo orizzonte vicino ma allo stesso tempo invalicabile. Molte volte non si ha il coraggio di prendere lo zaino in spalla e viaggiare, senza sapere quello che succederà al di fuori dei confini sicuri della propria quotidianità. Perché il continuo ripetersi degli eventi ha un che di rassicurante, di eterno e sottrarsi a questo scorrere regolare e perpetuo richiede una grande forza di volontà, perché mette in pericolo uno stato mentale consolidato. Tuttavia l’uomo è un essere dinamico e in continuo divenire e nel cambiamento realizza la sua natura e sviluppa il suo spirito, si sazia di complessità e si meraviglia del sublime, guarda inquieto l’orizzonte di cui prova un timore reverenziale e curioso.

Il viaggio è un archetipo contraddittorio, entusiasma e destabilizza, fa soffrire e fa gioire. Quante volte ci siamo chiesti “Perché l’ho fatto? Cosa ci faccio qui” quando ci si ritrova in una nuova realtà di cui non si sa niente, senza nessun punto fermo né la confortante routine che si ripete. Eppure, nel profondo del nostro essere, sappiamo che ne vale la pena. E, dal mio punto di vista, per almeno 5 motivi:

Viaggiare ci rende SMART

Sicuramente, dopo i primi momenti di smarrimento e ripensamenti, l’istinto di sopravvivenza prevale. Devi trovare una sistemazione, il ristorante più vicino, impiegare le risorse finanziare al meglio, capire come funziona la città, orientarti con mappe o gps e relazionarti con la gente del posto. Sicuramente le tue skill sociali e organizzative si allenano molto di più di quando stai stravaccato sul divano a guardarti Barbara D’Urso a pomeriggio 5.