Cosa Succede in Turchia? Il Commento di Daniel Pipes

Situazione Sociale

Ad accompagnare questa incertezza di carattere politico ci si è messa anche una questione sociale. Identificata da sempre come perfetto esempio di coesistenza tra diverse culture, la Turchia adesso si trova a dover fare i conti con la sua fama di melting pot. Nel paese, infatti, vige ancora la cosiddetta questione curda. Circa il 20% della popolazione turca appartenente a questo gruppo etnico indoeuropeo, che da anni subisce persecuzioni e vessazioni di ogni tipo. Anche, e soprattutto, di carattere politico, come testimonia la soglia di sbarramento al 10% proposta dal sistema elettorale turco, volta a estromettere dalla politica nazionale qualsiasi tipo di partito politico curdo. Una situazione che, nonostante abbia retto per anni, lo scorso giugno è finalmente crollata, grazie al risultato ottenuto dal partito HDP, guidato da Selahattin Demirtas, che ha ottenuto il 13%. Seppure le proiezioni per le elezioni di novembre lo danno in calo, il partito curdo dovrebbe comunque riuscire a restare sopra il 10%, condannando il partito di Erdogan a non ottenere ancora una volta la maggioranza.

Una situazione che il presidente, secondo i critici, potrebbe cercare di risolvere in ogni modo possibile: creando una vera e propria guerra civile o risvegliando gli istinti nazionalisti del PKK, gruppo terrorista nazionalista curdo che, proprio grazie alla mediazione del partito di Demirtas, nel 2013 firmò una tregua con il governo turco. Lo scorso luglio, a seguito di un attentato a Suruc, dove persero la vita decine di militanti curdi, il PKK decise di sciogliere il patto, uccidendo tre poliziotti turchi. Tra chi dice che questa sia una strategia di Erdogan per mostrarsi a tutti come unico fautore di un ordine sociale e chi, invece, lo continua a vedere come un faro per una nazione in cerca di identità, la situazione sociale turca continua a restare tesa.