Cosa Succede Oggi nel Mondo?

12. Giacarta (Indonesia), Popolazione: 9 588 198, Anno di rilevamento: 2010

Un gruppo di militanti ha lanciato questa mattina una serie di attacchi con armi da fuoco e bombe nel centro di Giacarta, la capitale indonesiana, provocando almeno sei morti. Secondo quanto ha riferito la polizia, scrive l’agenzia di stampa Reuters, lo Stato Islamico aveva minacciato di fare anche dell’Indonesia un bersaglio di attentati.

L’attentatore che ha provocato la morte di 10 tedeschi a Istanbul era stato registrato come rifugiato dalle autorità per l’immigrazione al suo arrivo in Turchia dalla Siria, ma non figurava in alcuna lista di presunti militanti conosciuti. Lo hanno riferito il premier e il ministro dell’Interno turco.

Addio Al Jazeera America si prepara a staccare la spina. L’ amministratore delegato Al Anstey ha annunciato che l’emittente televisiva controllata dall’omonimo gruppo di Doha (Qatar) interromperà le sue attività entro il prossimo 30 aprile.

I rating delle aziende nel mondo si trovano al livello peggiore dalla crisi finanziaria del 2008-2009. Lo scrive Standard & Poor’s in un rapporto in cui spiega che alla fine del 2015 il 17% dei gruppi che avevano emesso debito si trovava sotto osservazione con implicazioni negative.

Polonia: l’Unione europea ha aperto un’inchiesta sulle nuove leggi polacche che danno maggiore potere al governo in termini di controllo dei media e della corte costituzionale.

In Italia

La Camera ha approvato con 297 voti favorevoli e 164 i contrari la conversione in legge del decreto per il salvataggio dell’Ilva, la principale azienda siderurgica italiana da un anno in amministrazione straordinaria. Il testo passa ora all’esame del Senato.

La Farnesina ha fatto sapere che Cooperazione Italiana ha disposto un piano di interventi umanitari inLibia per 1,4 milioni di euro. L’obiettivo è quello di prevenire flussi migratori irregolari lungo la rotta del Mediterraneo.

La commissione Finanze alla Camera avvierà a breve un’indagine conoscitiva sui rapporti tra intermediari finanziari e creditizi e clientela.

Economia e mercati

Ordinativi di macchinari ampiamente sotto le attese in Giappone nel mese di novembre: l’indice ha segnato un -14,4% mensile, prima flessione degli ultimi tre mesi, contro un consenso intorno a -7,9%. Su base annua l’indicatore mostra un progresso di 1,2% contro attese di +6,3%.

Il mercato azionario giapponese ha chiuso oggi in forte ribasso, praticamente azzerando i guadagni di ieri. Pesano i timori per la crescita globale alimentati dalla debolezza dei prezzi petroliferi.

Un’altra seduta difficile per i mercati azionari asiatici, tornati a perdere terreno per chiudere su livelli minimi da tre anni, mentre i prezzi del petrolio – i più bassi dell’ultimo decennio – e i timori di un nuovo rallentamento in Cina fanno diminuire l’appetito per il rischio e incentivano la ricerca di asset più sicuri.

Intanto il rischio di default della Cina prende quota rispetto a quello di Giappone e Sud Corea, con i costi di assicurazione del debito di Pechino che salgono più di quelli dei bond di Tokyo e Seoul.

La Banca centrale cinese non riesce a stabilizzare lo yuan offshore – la divisa scambiata liberamente fuori dalla Cina – che perde a Hong Kong circa lo 0,64% contro il dollaro.

Borse asiatiche: Tokyo (Nikkei 225) -2,68% Hong Kong (Hang Seng) -0,65%, Taiwan (TAIEX) -1,04%, Pechino (Csi 300) +2,08%.

Borse Usa: Dow Jones -2,2%, S&P 500 -2,4%, Nasdaq -3,4%.

Borsa di Milano: Ftse Mib -1,49%, con spread BTP-Bund a 106,322 punti base.

Le altre Borse d’Europa: Parigi -1,53%, Madrid -1,69%, Francoforte -1,52%, Londra -1,38%.

Cambi: l’euro vale 1,089 dollari USA (+0,12%), mentre il cambio dollaro/yen è sceso dello 0,25% a 117,39 yen e il cambio sterlina/dollaro è rimasto sostanzialmnente invariato a 1,4401 dollari.

#occhioaldato

Atteso oggi il dato sulla produzione industriale in Italia a novembre.

In Germania occhio al Pil annuale.

In Gran Bretagna la BoE farà il suo annuncio sui tassi e pubblicherà i verbali della riunione.

Anche la Bce pubblica i verbali della riunione dello scorso 3 dicembre, mentre alle 15 inizia la riunione dell’Eurogruppo.

Dagli Usa arrivano le nuove richieste di sussidi di disoccupazione