Cosa Succede Oggi nel Mondo?

Renault-Nissan-Daimler-Partnership

La casa automobilistica francese Renault richiamerà oltre 15.000 veicoli per apportare modifiche ai motori in modo da garantire il rispetto degli standard sulle emissioni. Lo ha dichiarato il ministro dell’Ecologia Segolene Royal.

La Grecia è disposta a discutere di riforma delle pensioni con il Fmi qualora ottenesse rassicurazioni che la review del proprio piano di bailout si concluderà in maniera tempestiva. Lo ha detto il ministro delle Finanze greco Euclid Tsakalotos.

Il presidente francese Francois Hollande ha detto che la Francia si trova in “uno stato d’emergenza economico e sociale” e ha annunciato un piano d’emergenza in sette punti per lottare contro la disoccupazione a 18 mesi dalle elezioni presidenziali del 2017.

Secondo un rapporto di Oxfam, i 62 super più ricchi del pianeta hanno un patrimonio che equivale a quello del 50% più povero del globo.

Il fondatore di Whatsapp, Jan Koum, ha annunciato che l’app diventerà completamente gratuita: non chiederà più il canone annuale di 89 centesimi che scattava dopo il primo anno di utilizzo.

In Italia

Giornata da dimenticare ieri a Piazza Affari per il settore bancario italiano, frenato dalla notizia di una nuova indagine sui crediti in sofferenza delle banche europee da parte della Bce.

Tra i titoli bancari italiani, quello che ha sofferto di più è stato Mps, che ha accumulato forti perdite in Borsa arrivando a lasciare sul terreno il 14,8%. L’a.d. della banca, Fabrizio Viola, ha diffuso una nota per rassicurare il mercato, confermando la stabilità economica e finanziaria dell’istituto, evidenziata dai risultati degli Srep, e il miglioramento della gestione operativa come da risultati raggiunti nei primi nove mesi del 2015. Intanto la Consob ha disposto nuovamente il divieto temporaneo di vendite allo scoperto sul titolo e ha annunciato che sta indagando sui movimenti di mercato che hanno causato le pesanti perdite di questi giorni.

Economia e mercati

La Cina rallenta in linea con  le previsioni del Governo. La crescita economica del Paese ha rallentato nel quarto trimestre del 2015 ad un 6,8% tendenziale, il dato più debole da inizio 2009, mentre sull’intero 2015 è stata pari al 6,9%, la più bassa in un quarto di secolo. La produzione industriale di dicembre, sempre in Cina, è aumentata del 5,9% tendenziale rispetto a pevisioni di +6%.

A pesare sull’economia cinese sono diversi fattori: la debolezza dell’export, l’eccesso di capacità dell’industria, il rallentamento degli investimenti e del mercato immobiliare e l’elevato livello di debito. Ma al momento non ci sono evidenze di quel brusco stop della crescita temuto da molti osservatori.

Le borse dell’area Asia-Pacifico sono in territorio positivo nonostante i dati cinesi, che tra l’altro erano ampiamente attesi. Gli indici restano comunque in calo del 14-15% in questo inizio d’anno dopo corpose vendite. “Lo consideriamo un rimbalzo tecnico. È troppo presto per dire che il mercato abbia toccato il fondo non avendo ancora visto una inversione di rotta dell’economia”, commenta Linus Yip, strategist presso First Shanghai Securities.

Dopo il crollo registrato ieri con la fine delle sanzioni in Iran, lieve rimbalzo per le quotazioni del petrolio con il brent che torna sopra quota 29 dollari a 29,10 dollari al barile. Recupera anche il Wti del Texas con i contratti con scadenza a febbraio che vengono scambiati a 29,54 dollari.

Avvio in forte rialzo per Piazza Affari dopo il tonfo di ieri scatenato dalle vendite sulle banche. Tornano gli acquisti sulle banche italiane dopo le pesanti vendite subite dal comparto ieri in Borsa.

Borsa di Milano: Ftse Mib +2,28%, con spread BTP-Bund a 108,514 punti base.

Le altre Borse d’Europa: Parigi +2,18%, Madrid +1,76%, Francoforte +2,18%, Londra +1,85%.

Borse asiatiche: Tokyo (Nikkei 225) +0,55% Hong Kong (Hang Seng) +1,62%, Pechino (Csi 300) +2,95%, Shanghai +3,25%.

Cambi: l’euro vale 1,0876 dollari USA (-0,15%).

#occhioaldato

L’Istat diffonde i dati sulla produzione nelle costruzioni a novembre

Dalla Germania arriva l’indice Zew di gennaio.

La Gran Bretagna comunica i dati sui prezzi alla produzione e sull’inflazione a dicembre.

Anche dall’Eurozona arrivano i dati sull’inflazione a dicembre.

Negli Stati Uniti occhio all’indice sul mercato immobiliare Nahb a gennaio e agli acquisti netti delle attività finanziarie a novembre.