Rodrigo Duterte ha un Nuovo Alleato: Donald Trump

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Le Filippine, così come i cittadini americani di origine filippina, hanno reagito alla vittoria elettorale di Donald Trump con incredulità e shock: nonostante nei giorni precedenti all’elezione il magnate avesse recuperato lo svantaggio nei confronti della Clinton, l’ex first lady è rimasta sino alla fine il canditato preferito dai filippini, che ora ironizzano sul risultato:

“Ora capisco perchè Elon Musk vuole così tanto trovare un modo per rendere Marte abitato: sapeva” scrive su Facebook la scrittrice di Manila Gang Badoy Capati; le fa eco l’economista August Fernando: “la vittoria di Trump mi dà ragione sul fatto che le Filippine non hanno un monopolio sugli elettori stupidi”.

Secondo Ninotchka Rosca, una scrittrice americana di origini filippine, Trump cercherà di distendere i rapporti con la Cina, nonostante la sua retorica aggressiva nei confronti di Pechino, dal momento che i suoi business usano forza lavoro cinese.

L’avvocato californiano Rodel Rodis si dice convinto che Trump non farà nulla per fermare le uccisioni di persone da parte delle forze dell’ordine nelle Filippine, che hanno invece incrinato i rapporti tra il leader filippino Duterte e l’amministrazione Obama: “il Trump dell’Oriente non dovrà preoccuparsi delle critiche statunitensi riguardanti le sue violazioni dei diritti umani”.

Rodrigo Duterte sembra avesse già previsto il risultato delle elezioni americane: giorni prima delle votazioni, Duterte ha nominato Jose Antonio – partner di Trump nelle Filippine – “inviato speciale negli Stati Uniti per migliorare i rapporti d’affari”.

Duterte si è inoltre congratulato con Trump, esprimendo il suo desiderio di collaborazione con gli USA, lo stesso paese da cui, nell’ultimo scorcio dell’era Obama – da lui chiamato un “figlio di pu****a” – si era allontanato, preferendo invece approfondire i rapporti con lo stato cinese: “mi vorrei congratulare con il Presidente Trump, lunga vita a lui!”;  e “amiamo entrambi imprecare. Imprechiamo per ogni piccola cosa, siamo simili” sono solamente alcune delle affermazioni di Duerte aventi come oggetto il neo presidente degli Stati Uniti.