Tra Crisi Economica e Interventismo: la Russia, Oggi

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Nel dibattito internazionalista occidentale, da qualche mese, se non qualche anno, si parla sempre di più del grado di rilevanza che sta assumendo la Russia sulla scena globale. Da un lato gli esperti di geopolitica citano l’evidente presenza russa in Siria, il ruolo del Cremlino nella mediazione tra Stati Uniti e Iran per l’accordo sul nucleare e ovviamente la crisi ucraina come prova del ritorno russo sulla scena globale; dall’altro, però, gli economisti parlano di una Russia in grave crisi, se non addirittura in ginocchio, a causa di una combinazione di sanzioni occidentali e di una drastica caduta del prezzo del petrolio, suo export primario.

Evidentemente, a causa di queste contraddizioni sullo scacchiere internazionale, sorgono molteplici domande. Tutte abilmente concretizzate dal Professor Alessandro Colombo, docente di Relazioni internazionali presso l’Università Statale di Milano, nel suo intervento presso l’Istituto di Studi di Politica Internazionale a Milano nel corso di una serie di eventi dedicati alla questione. Prima fra tutte è quella più ovvia: Quanto conterà la Russia da qui a 10 anni? La risposta ovviamente non può essere univoca e va vista nell’ attuale contesto internazionale di grande incertezza. Si pensi ai paesi BRICS che 5 anni fa sembravano destinati a “conquistare il mondo” e ora si trovano di fronte ciascuno alla propria crisi interna, oppure all’Unione Europea stessa. Cosa ne sarà di questo progetto regionale europeo? Sembra perdere sempre più peso con la nascita di movimenti nazionalisti in quasi tutti i paesi membri. Allo stesso tempo, però, si assiste in un paese come l’Olanda ad un aumento della popolarità dell’ unione da qualche mese a questa parte.