Crisi Greca & Poesia: Essere Privi di Speranza Non Significa Essere Disperati

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Vorrei iniziare consigliandovi immediatamente un bellissimo libro di poesie di Giancarlo Scarchilli (in foto) dal titolo “Zattere e Bussole” (ed. Armando Curcio Editore). Come dice l’autore, in una nota finale: “Nessuna cosa è più disinteressata della poesia”. Io aggiungerei che nessuno possiede il “dono” della sintesi più del poeta.

Allora leggete “Il nuovo Dio” (pagina 34 del libro citato), perché nessuna lezione di economia vi può aiutare meglio a dare un “senso” all’agire economico . Nello stile del nostro giornale vogliamo raccontare “il debito greco” da una visuale “diversa”.  Non ci piace sentire la maggior parte dei giornalisti economici ed economisti che continuano, oramai, a considerare la situazione greca come priva di alcuna speranza. L’economia è una scienza sociale e come tale dovrebbe raggiungere l’obbiettivo della sintesi tra la razionalità economico-finanziaria e aspetti morali nella gestione dei beni comuni. Viviamo in sistema economico globale dove, le persone, le merci, i capitali e i “saperi” si muovono facilmente e velocemente da un Paese all’altro. Di seguito, anche il debito greco non dovrebbe essere un problema dei “soli” greci, e soprattutto, non solo un problema di razionalità economico-finanziaria.