Cucina Mancina: la Community dei Mancini Alimentari

CucinaMancina esiste anche oltre il social?

Si, oltre alla piattaforma abbiamo all’attivo due libri: “EAT DIFFERENT” edito da Feltrinelli/Gribaudo e “La puglia che mangia differente” promosso da Unioncamere Puglia, da ottobre siamo su BBC Vegetarian, una nuova rivista con un capitolo tutto mancino.  In quanto specializzati nel mangiare differente, il nostro team mette a disposizione delle aziende agroalimentari le proprie competenze, curando i contenuti per le loro piattaforme web come è stato fatto per melogranando.com

Occupandoci di cibo a tutto tondo abbiamo un occhio anche al sociale, siamo attivi a fianco di partner importanti su due fronti. Con Action AID organizziamo laboratori ludico didattici per la campagna “Uniti contro lo spreco” mentre con Federfarma Genova e Design for all Italia ci occupiamo di inclusione alimentare, stilando con quest’ultima il manifesto per l’inclusione alimentare per Matera Capitale della Cultura 2019.

Quali sono le prossime tappe del vostro progetto?

Abbiamo appena messo in cottura il nostro secondo libro per Feltrinelli/Gribaudo (il quarto in assoluto), e un libro dedicato alle biodiversità e diversità alimentari del Salento (Guida ai sapori accessibili del SAC). A breve partiremo con il mercato mancino, uno spazio che offrirà a negozi e aziende la possibilità di noleggiare "vetrine parlanti" dedicate ai propri prodotti mancini, testati e raccontati da chef e blogger della community all'interno delle proprie ricette e acquistabili sulla piattaforma online in direct selling o in formula abbonamento.

founder cucina mancina

Quali sono le difficoltà maggiori che in quanto donna avete riscontrato nell’avviare un progetto imprenditoriale nel settore dell’high-tech?

In quanto donne non ci sentiamo di parlare di differenze di genere, non crediamo che un progetto high tech ne risenta. Piuttosto è un valore aggiunto perché siamo affidabili, determinate, prudenti e multitasking. Nel nostro team siamo quasi tutte donne e questo ci ha permesso di intraprendere il nostro percorso facendoci portare dalle emozioni, facendo un passo per volta e cercando di consolidarlo step-by-step senza quindi le grandi accelerazioni tipiche delle startup tecnologiche per evitare di creare un mostro più grande di noi. E tutto questo è stato portato avanti nonostante molte di noi avessero anche altri lavori.

Cosa secondo voi potrebbe essere fatto per incentivare l’imprenditoria femminile?

Per incentivare l’imprenditoria femminile sarebbero necessarie migliori politiche che permettano alle donne di conciliare l’essere moglie e madre all’essere imprenditrice. Anche tutti i servizi di sharing che si stanno affermando ora sono molto importanti, soprattutto se alcuni partissero dall’alto. Per quanto riguarda l’imprenditoria in generale bisognerebbe cominciare a parlarne prima, in Svezia (dove vive Flavia) il link tra università e impresa è molto forte mentre in Italia si parla di cultura imprenditoriale tra i 27 e i 30 anni. Noi quando abbiamo creato cucina Mancina eravamo più che trentenni e molte cose che riguardano la gestione delle srl le abbiamo imparate sul campo nonostante entrambe avessimo background imprenditoriali.

In collaboration with Girls in Tech Girls in Tech Italy