Da Bologna a Napoli, Riecco Blu: lo Street Artist che non si Piegò al “Potere”

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Delle ultime vicende dello street artist Blu a Bologna se n’è straparlato, un po’meno del suo ultimo lavoro realizzato nel capoluogo campano. Quasi in contemporanea con i fatti che hanno dato vita a critiche e discussioni sul web, infatti, il (non) noto artista di Senigallia ha compiuto un’altra meritevole opera sulla quale, però, è stata riposta poca attenzione.

Ma procediamo con ordine.

Tra l’11 e il 12 marzo, Blu cancella tutti i dipinti realizzati a Bologna nel corso di quasi vent’anni, con l’aiuto dei due centri sociali XM24 e CRASH. Motivo? Il 18 marzo ci sarebbe stata l’inaugurazione della mostra “Street Art – Banksy & Co. L’arte allo stato urbano” al Palazzo Pepoli. Una mostra promossa da Genus Bononiae con l’obiettivo dichiarato di “salvarle dalla demolizione e preservarle dall’ingiuria del tempo”. Patron del progetto Fabio Roversi Monaco, ex presidente della più potente fondazione bancaria cittadina, nonché magnifico rettore dell’Università degli Studi di Bologna dal 1985 al 2000, il quale, tra le circa 300 opere rimosse dalle strade che è possibile ammirare per la “modica” cifra di un massimo di 13 euro, avrebbe voluto inserire anche quelle di Blu. Come sia andata a finire, lo abbiamo ben capito.

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