Da Israele al Cile: una Strategia di Crescita Basata sull’Imprenditorialità

Un secondo esempio viene non da un particolare programma d’incubazione, ma da un vero e proprio piano strategico di sviluppo e crescita. Prima degli anni ’80, lo Stato d’Israele era un’economia basata su agricoltura, turismo, industria tessile e difesa, mentre negli anni ’90 c’è stata una crescita tecnologica, dovuta ad un fenomenale sviluppo del settore IT. Il segreto di questo successo è dovuto in maniera primaria allo sviluppo di un sistema imprenditoriale e di venture capitalism che ha puntato sull’innovazione e sulla nascita di startup, che oggi da Israele guardano Oltreoceano e hanno mezzi e risorse per offrire prodotti e servizi all’intero globo. Si è trattato di un processo lungo, paziente e dispendioso, ma che ha dato indietro enormi frutti. Oggi la strategia israeliana, dati gli strepitosi risultati e la possibile replicabilità del modello, è stata individuata e studiata da molti altri Paesi emergenti, che saggiamente individuano nell’imprenditorialità la nuova forza portante dello sviluppo.

Punto tre: imparare. E’ chiaro che ciò su cui debba puntare l’Italia sia qualcosa di molto diverso da quello che è stato fatto in passato. Un piano di lungo termine focalizzato su imprenditorialità e innovazione deve essere necessariamente la nuova strategia di sviluppo sulla quale concentrarsi. E’ dunque opportuno valutare quali siano le condizioni necessarie per percorrere questa strada: le politiche che vanno intraprese sono sostanzialmente due, una di carattere strutturale, l’altra relativa ad un cambiamento strutturalmente culturale.