Da Siri a Watson a CHAPPiE, l’Intelligenza Artificiale si Evolve

siri

Era l’ottobre del 2011 quando la startup dietro Siri, l’assistente vocale che “vive” nei nostri iPhone, veniva acquistata da Apple per una cifra compresa tra i 150 e i 250 milioni di dollari. La concorrenza non si è fatta peró attendere, ed ecco che Google e Microsoft lanciarono dopo poco i propri assistenti virtuali, rispettivamente Google Now e Cortana. Come fa però notare il tech guru Peter Sweeney, la visione dietro questi maggiordomi elettronici si è però cristallizzata su di un prodotto sí in grado di essere migliorato in maniera incrementale aggiungendo funzioni su funzioni, ma che rappresenta al tempo stesso un binario morto in termini di innovazione digitale. Eppure agli albori, Siri era in grado di prenotare un ristorante online, chiamare un taxi e perfino rispondere con alcune parolacce, tutte capacità finite nel tritacarne minimalista di Cupertino. Ci sono però delle novità.

Primal, la creazione di Sweeney,  cerca di operare un cambio di prospettiva, in cui l’attenzione è spostata dal contenuto (le ricerche che facciamo su Siri) all’utente, che diviene il vero focus dell’assistente digitale. Analizzando gli interessi e i comportamenti del cliente nel piú totale rispetto della privacy, Primal crea un profilo web privato costruito su misura, accessibile da smartphone e computer, in grado di accorciare le nostre ricerche e farci scoprire cose nuove in base alle nostre passioni o abitudini.

Watson è forse l’esempio piú famoso quando si parla del passo successivo, ossia la creazione di una vera e propria intelligenza artificiale. IBM lavora da anni a questo supercomputer, che non sarà solo capace di restituire una domanda ad una nostra risposta basandosi sull’informazione organizzata disponibile, ma sarà anche in grado di ragionare su dati destrutturati, oggigiorno l’80% dell’informazione, e risponderci in base alle conclusioni tratte da questa analisi. Gli specialisti IBM stanno già sperimentando Watson in campo medico e scientifico, per effettuare diagnosi piú precise e facilitare la ricerca scientifica.

Come si può vedere, gli sforzi verso la creazione di un’entità non umana in grado di interagire con noi – sia esso programmare una cena romantica o fare la scoperta del secolo – sono vivi piú che mai, e l’interesse a livello mondiale è testimoniato dalla costante uscita di film dedicati a questo tema, da “2001: Odissea nello Spazio” ad “A.I.” a “Matrix” fino al prossimo nelle sale “CHAPPiE” di Neill Blomkamp.

Startupper, aziende high tech e geni visionari ci porteranno presto in questo futuro.